#2 You understand or you overstand? Facts about Rasta-talk

Gli articoli che seguono sono organizzati in tre parti e si concentrano sul movimento rasta giamaicano e, in particolar modo, sul cosiddetto “Rasta-Talk”, lingua utilizzata dal gruppo. Gli articoli sono stati scritti da Christin Franke ed ispirati dalla sua tesi di laurea specialistica “You understand or you overstand? – Un’analisi della lingua dei rasta”. La prima parte presenta brevemente le origini e lo sviluppo del movimento in relazione al suo approccio storico e filosofico. La seconda tratta, nello specifico, il rasta-talk e le sue peculiarità. Nell’ultima parte viene invece riassunto l’oggetto dello studio e i risultati della ricerca. Di particolare importanza è la presentazione dell’attuale significato di “Rasta-Talk” e il suo utilizzo nelle diverse correnti presenti all’interno del movimento.(English versione below)

Quando un rasta dice “overstand” invece che “understand” o “apprecilove” invece che “appreciate,” sta coinvolgendo in questa scelta una profonda ideologia, collegata alla nascita del movimento e alla sua filosofia. Questa lingua unica viene infatti chiamata “Dread-Talk” o “Rasta-Talk” e rappresenta lo specifico vocabolario utilizzato dai rasta.

Nel Rasta-Talk si possono individuare quattro categorie di parole:

– la prima categoria implica l’impiego di parole collegate ad altre epoche in un nuovo significato come, ad esempio, il ben conosciuto utilizzo del termine biblico “Babylon” che si presenta come un sinonimo di sistema coloniale, più in generale valido anche per riferirsi alla società occidentale e, alle volte, alla polizia.

– la seconda categoria di termini si identifica per una modifica applicata al parte fonologia, facendo acquistare alla parola un nuovo significato. In questo caso, l’alterazione viene applicata a prefissi o suffissi come succede per “dedicate” che diventa “livicate” con la volontà di evitare il prefisso che suona, dal punto di vista della fonologia, come “dead” in inglese. In questo caso si tratta di una scelta filosofica. Un altro classico esempio è la trasformazione di “understand” in “overstand”. La scelta di non utilizzare il prefisso “under” è da ricollegare alla storia dello schiavismo. Il prefisso viene visto in senso negativo e ricollegato ai secoli di oppressione sotto il potere egemonico bianco vissuto dagli schiavi africani e dai loro discendenti sull’isola. Il prefisso “over” indica invece il cambiamento, l’opportunità di essere padroni del proprio destino e l’apprezzamento per l’indipendenza, fattori che si manifestano anche attraverso l’utilizzo di una lingua propria.

– la terza categoria è quella che viene ricollegata alle parole “I/i”. In questo caso i prefissi delle parole vengono sostituiti dalla “I”, come ad esempio avviene in “I-ration” che sostituisce “vibration”.

Questa alterazione del termine viene applicata per diversi motivi: in primis c’è il ritorno al titolo reale dell’imperatore d’Etiopia Haile Selassie I. Nel pronunciare il suo nome infatti, c’è anche il ritorno del suono “i” più volte. La ripetizione di questa tonalità viene considerata piacevole e acquista un significato armonico e positivo per i rasta. Un’altra questione essenziale è il significato di “i/I”: si tratta in parte di un processo fisico in cui “i” diventa “eye” (occhio) ma anche metafisico grazie alla ricerca della consapevolezza del sé, “I” (io), come persona, il sé profondo che brama la conoscenza. Entrambe queste componenti – “eye” fisico e “I” metafisico – vengono spiegate nel rasta-talk nell’utilizzo dell’ “I and I” che è sinonimo per “I” (io) e “We” e “us” (noi).

– la quarta e ultima categoria va ricollegata ai neologismi, cioè alla creazione di parole totalmente nuove, come ad esempio “irie”. Questo termine viene utilizzato per indicare che tutto sta andando bene e nasce dall’espressione I-man-free”, utilizzata negli anni immediatamente precedenti all’indipendenza.

Il modificare termini inglesi, così come i giochi di parole e i neologismi sono diventati un mezzo che trasporta una specifica Weltanschauung e l’insieme delle credenze del movimento rasta. In questa scelta c’è un evidente rifiuto del cosiddetto “Queen’s English”, la lingua dell’oppressore e, allo stesso tempi, il rifiuto del sistema coloniale e occidentale. Nella visione dei rasta, il “Queen’s English” coprirebbe il vero significato delle parole, le quali vengono decodificate dal rasta-talk riavvicinandosi al significato letterale e fonetico. In questo senso, I rasta vogliono decolonizzare la lingua che gli è stata imposta.

Per questa ragione la creazione del Rasta-Talk può essere visto come un atto rivoluzionario in cui lo strumento linguistico diventa una presa di coscienza attuata da una parte della società giamaicana consapevole dell’oppressione a cui è stata ed è sottoposta. I membri del movimento rasta credono fortemente della vitalità delle parole le quali, con il loro impatto costruttivo, diventano armi in grado di toccare profondamente le anime di che le ascolta grazie al suono e alla forza del messaggio di ogni singolo individuo.

#2 FACTS ABOUT RASTA-TALK

The articles which follow are organized into three parts and focus firstly on the Jamaican Rasta Movement and specifically with the so called ‘Rasta-Talk’, the language used by Rastas. These articles are written by Christin Franke and inspired by her M.A. thesis ‘You understand or you overstand? – An observation on Rasta language’. The first part presents briefly the Rasta movement in relation to its philosophical and theological approach. The second part focuses mainly on specific features of the Rasta-Talk. In the third and final section, the MA work and result of the research are presented. Of particular importance is the presentation of the current meaning of ‘Rasta-Talk’ and its use in different mansions existing within the Rastafarian movement.

When a Rasta says “overstand” instead of “understand” or “apprecilove” instead of “appreciate”, hiding behind this choice is a deep ideology which is related to the genesis of Rastafarian-movement and its philosophy. This special language is called “Dread-Talk” or “Rasta-Talk” and represents the specific lexicon used by Rastas.

In the Rasta-Talk we can detect four categories of words:

– The first category implies the use of ancient words with a new meaning like, for instance, the well-known original biblical term “Babylon“, which is a synonym for the colonial system, as well as for western society. It can also be used to refer to the police.

– The second category identifies chosen words which, in changing their phonological path, gain a new meaning. In this case the focus is mainly on prefixes and suffixes which are subject to modification, for example “dedicate” is changed to “livicate” in order to avoid the first syllable which sounds like “dead” in Englishthis is a philosophical choice. Another classic example is the transformation of “understand” to “overstand”. This word is related to the story of African slaves brought to Jamaica. The prefix “under”, in fact, is seen with a negative meaning because of centuries of oppressive white hegemonic power over the African descendants on the island. The use of the prefix “over” instead indicates that the situation has changed, that now they have the opportunity to control their destinies and relish their independence, also through the ownership of their language.

– The third category has a relation to the so called “I/i” words. In this case the prefixes of words are changed with an “I”, for instance with “i-ration” which substitutes “vibration”.

This choice has different meanings: primarily, it brings attention back to the royal title of Ethiopian emperor Haile Selassie I. In the pronunciation of “Haile Selassie I”, there are numerous “i-tones” which have a soft sound and for this reason the “i/I” provides a harmonic and positive meaning. Another important issue is the essential meaning that “i/I” has for Rasta people. This essential meaning is a matter of perception: there is a physical process in which “i/I” is “eye” but it also means an understanding of “I” as being a person, the interior self, which is related to the search of wisdom. Both these components – “eye” (physical) and “I” (metaphysical) – are explained in Rasta-Talk with “I and I” which is a synonym used both for “I”, “we” and “us”.

– The fourth and last category is related to neologisms, creation of new words as for example “irie”. This term explains firstly the feeling that everything is working well and emerged? from the expression “I-man-free” (coming from the years immediately before the independence).

Because of the deliberate changes to English words, wordplays and neologism become mediums which carry the Weltanschauung (worldview) and beliefs of the Rasta movement. In this choice there is the rejection of “Queen’s English”, the language of the former oppressors and simultaneously the refusal of the western and former colonial system. In the Rasta’s vision, “Queen’s English” cover the real meaning of words which, thanks to Rasta-Talk, can be decoded and can come closer to the original literal and phonetic meaning. In this sense, it is a way to decolonize English language imposed on them.

For this reason the creation of Rasta-Talk can be seen as a revolutionary act supported by a linguistic tool, in which the development of a part of Jamaican society, aware of its oppression, can be seen.

The members of Rastafari movement believe in the vitality of words, which, in their constructive impact, become weapons able to strongly touch the soul of listeners thanks to the sound and power of each individual message.

Chiara Nacchia

Chiara fa parte della famiglia di Sbeberz ormai da qualche anno. Coordinatrice della redazione, autrice di Island Pop e parte dello staff organizzativo di Reggaeradio, sa tutto quello che succede sull'Isola in tempo quasi reale. Dancehall lover to di bone, pseudo germanista e con background in politologia, può essere rintracciata a spasso per Berlino o mentre legge "Tell Me Pastor" sul Jamaica Star online.

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