NETFLEX S01E00

Benvenuti al primo episodio della prima stagione di Netflex.

Quando mi è stato proposto di scrivere una rubrica su Reggaeradio non ero molto convinto di volerlo fare. Non vi nasconderò che il mio rapporto con la musica in questo periodo si può definire “complicato”. La mia indecisione era principalmente dovuta al fatto che credo di non aver molto da dire sulla musica per tre motivi: primo, l’unico mezzo con cui mi sento davvero a mio agio nel parlare di musica è attraverso la musica stessa, preferibilmente facendo il DJ. Secondo, in questo momento della mia vita la musica occupa uno spazio sì importante, ma secondario rispetto ad altre cose ora più importanti per me. Ultimo, mi piace esplorare le strade alternative e cercare di fare qualcosa di diverso e quindi mi sono detto: perché non creare una guida a Netflix diversa dalle solite? E così, sulla scia dell’entusiasmo per l’uscita di The Get Down ecco l’illuminazione: raccontarvi Netflix attraverso i suoi contenuti black oriented.

Evoluzione del logo di Netflix dal 1997 ad oggi.

Un po’ di back story
Sono sicuro che ormai tutti conoscerete Netflix; se non lo conoscete probabilmente avete vissuto in una caverna poiché è il servizio di TV in streaming più popolare al mondo e conta ormai più di 83 milioni di utenti (fonte Business Insider UK). Netflix nasce nel 1997 da un’idea di Marc Randolph e Reed Hastings: la leggenda vuole che l’illuminazione sia arrivata in seguito ad una multa di 40 dollari ricevuta dallo stesso Hastings per aver restituito in ritardo una videocassetta di Apollo 13; nacque così l’idea di proporre al pubblico un servizio di noleggio VHS e DVD a domicilio che, a fronte di un abbonamento mensile, permetteva di affittare un numero illimitato di film i quali venivano recapitati al cliente e restituiti a Netflix via corriere. Un’idea semplice e geniale, come tutte le grandi idee. Naturalmente un servizio simile era in diretta competizione con gli altri grandi distributori di film a noleggio, primo tra tutti Blockbuster.
La concorrenza tra le due aziende fu feroce e Netflix ne uscì in un primo momento sconfitta. I titoli in borsa infatti crollarono ad un livello così basso che Blockbuster stessa si rifiutò di rilevare l’azienda per la “ridicola” cifra di 50 milioni di dollari. Era il 2007 quando Hastings iniziò a lavorare per aggiungere un servizio per l’epoca innovativo: lo streaming. Inizialmente a causa delle limitazioni tecnologiche il servizio lasciava decisamente a desiderare: era molto macchinoso e poco user friendly, cosa che comunque non gli impedì, dopo qualche anno, di essere lanciato nel 2010 in Canada. Fu così che Hastings decise di dedicare tutti gli sforzi esclusivamente allo streaming, errore che gli costò l’ennesimo tracollo e quasi il fallimento dal momento che il noleggio rappresentava ancora la maggior parte degli introiti dell’azienda. Ma Hastings non era il tipo di persona che si arrende facilmente e la sua perseveranza nel seguire la strada dell’innovazione diede presto i suoi frutti: nel giro di pochi anni il servizio venne esteso in tutto il mondo, e quando dico in tutto il mondo è esattamente quello che intendo, guardare per credere!

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Ma veniamo a noi!
Con la sua offerta disponibile in 190 Paesi, il catalogo di Netflix è enorme. Di base una percentuale piuttosto consistente dei contenuti disponibili è la stessa per tutti i Paesi, mentre una parte minore è riservata ai contenuti locali che variano a seconda dello Stato – la percentuale è rispettivamente 80% – 20% circa.
L’enorme catalogo disponibile fornisce una vastissima scelta di programmi e tra film, serie TV, documentari, stand up comedy e cartoni animati ce n’è davvero per tutti i gusti, anche per gli amanti della black culture.

Una scena tratta da The Get Down

 

Ho già menzionato The Get Down, e per tutti coloro che ancora non lo avessero visto (shame on you) non voglio spoilerare nulla ma vi dico correte a guardarlo! Ambientato nella New York di fine anni ’70, si tratta di una vera e propria favola sulle origini dell’hip hop come forma d’arte e stile di vita: writers, Deejays, MCs, B-boys (and Girls) sono i protagonisti della fiaba raccontata magistralmente da Baz Luhrmann (Romeo+Giulietta, Moulin Rouge, Il Grande Gatsby) e sotto il controllo esecutivo di Nasir Bin Olu Dara Jones, che tutti voi conoscerete con il suo nome d’arte: NAS. È davvero impossibile non innamorarsi di Shaolin Fantastic, Ezekiel, Mylene e Boo Boo Kiping (my favorite), per non parlare del mistico Grand Master Flash o del malvagio disco-antagonista Cadillac.

Insomma una serie piena di personaggi e momenti indimenticabili per ogni amante del genere!
Tip – Non ascoltate quelli che si aspettavano la docu-fiction sulla VERA storia dell’hip hop e si sono lamentati che è una pagliacciata: non hanno capito niente.

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Una scena tratta da Luke Cage. Prego notare il dettaglio!

In aggiunta a questa perla il catalogo Netflix propone numerose altre hit come ad esempio Luke Cage, la nuova serie targata MARVEL che vede Mark Colter vestire i panni dell’eroe afro-americano; le tredici puntate, che potrebbero rivelarsi un po’ noiosette se non siete dei fan dei fumetti, meritano di essere viste solo perché ognuna si intitola come una canzone dei Gang Starr (Rest In Power G.U.R.U.).
Tip –  se siete dei veri nerd come me e vi piacciono i videogiochi, Mark Colter oltre ad essere il protagonista della serie è anche il protagonista di HALO 5 Guardians, l’ultimo capitolo della saga targato 343 Industries: e l’hype sale alle stelle!

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Mark Colter: a sinistra nei panni di Luke Cage, a destra in quelli di Jameson Locke

 

Nella prossima puntata di Netflex
Dopo avervi raccontato le origini e introdotti al lato black di Netflix, è il momento di iniziare a scavare più a fondo per portare alla luce le chicche meno note del catalogo. Sedetevi comodi, il viaggio è appena iniziato.

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Paolo Delly De Cecco

Prolisso nel parlare, pigro nel fare, procrastinatore ma anche pignolo e, soprattutto, caustico. Ama il cinema, i videogiochi, la musica e le persone che hanno davvero qualcosa da dire. Gli piace scrivere. Odia più o meno tutto il resto, quindi se non siete nella lista delle cose che ama, beh... Avete capito.

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