Jamaica goes to India

Quanto la musica proveniente da una piccola isola in mezzo ai Caraibi sia ormai un fenomeno globale lo si può capire dalla quantità di paesi in cui è possibile trovare una scena reggae locale, o forse, al contrario, da quei pochi in cui non c’è. Inizia qui il mio, e spero vostro, viaggio nei posti più impensabili del mondo dove trovare una chitarra in levare o venire scossi dai bassi di un sound system, benvenuti a Jamaica Goes Global!

Capitolo 1 – I protagonisti

16 gennaio 2016, palme, jerk chicken, l’oceano, la voce di un deejay che canta in patois su un sound system. Potrebbe essere la descrizione perfetta di un angolo qualsiasi di vita giamaicana, e invece siamo affacciati su un altro oceano, e siamo a Goa, costa ovest dell’India. La giornata è speciale perché per la prima volta in India si celebra un festival interamente dedicato alla musica giamaicana ed interamente alimentato da un sound system.

Tra i promotori del festival, e forza motrice del movimento reggae indiano, c’è la crew dei Reggae Rajahs. Attivi dal 2009 e primi a dedicarsi interamente alla promozione del reggae nel paese, hanno portato in India artisti del calibro di Ziggi Recado, Mr. Williamz e Tippa Irie, aperto lo show di Delhi di Snoop Dog e quello di Mumbai di Shaggy e partecipato anche a festival europei tra il cui il Rototom Sunsplash.

 

Benicassim, 21/08/2013 - Sunsplash 2013 - Dance Hall / Reggae Rajahs - Photo by Tato Richieri (Ominonero) © Rototom 2013

Ho avuto il piacere di incontrarli e scambiarci due chiacchiere circa tre anni fa a Delhi, in un freddo pomeriggio di dicembre davanti ad un gustoso chai. “E’ difficile – mi dicevano, parlando della promozione del reggae in India – ma è anche un’esperienza molto appagante perché è una cosa del tutto nuova e vediamo che l’interesse intorno a queste sonorità cresce. Ma abbiamo dovuto partire completamente dalle basi: per esempio qui non ci sono negozi specializzati, non esiste quasi la cultura del vinile, che è così importante nella musica giamaicana, e sono pochissimi gli impianti con cui ascoltare al meglio i suoni in levare. Vorremmo avere un sound system nostro ma è difficile.”

Altro personaggio chiave della diffusione del reggae in India è Taru Dalmia, noto agli appassionati col nome di Delhi Sultanate. Appassionatosi al reggae e all’hip hop in Germania si è fatto un nome per le performance di rap e dancehall in India e oltre alla carriera da solista è anche frontman della band The Ska Vengers.

Guidati oltre che da Taru anche dalla talentuosissima Begum X, gli Ska Vengers mischiano al meglio un ritmo ska con sonorità jazz, rap e dub e i loro testi riguardano molto spesso tematiche sociali. L’impegno politico li ha portati negli anni ad esibirsi per i detenuti del carcere di Tihar a Delhi (il più grande complesso carcerario dell’Asia meridionale), ad accompagnare la famosa scrittrice indiana Arundhati Roy nella presentazione del suo libro Walking With Comrades e a pubblicare un pezzo profondamente critico nei confronti dell’attuale primo ministro Narendra Modi durante la campagna elettorale del 2015 che lo portò poi al potere.

Il video li ha fatti conoscere anche al pubblico internazionale e quest’anno sono sbarcati in Inghilterra per un mini tour che li ha portati ad esibirsi anche al Notting Hill Carnival.

Capitolo 2 – Goa Sunsplash

Ecco per capire la velocità con cui la scena reggae indiana sta crescendo si può tornare a Goa, al festival di cui si parlava all’inizio. In meno di tre anni e collaborando con soundmen da varie parti del mondo (tra cui anche i nostrani Realoveution Sound) la crew dei Reggae Rajahs ha messo in piedi il 10.000 Lions Sound System, inaugurato proprio al Goa Sunsplash.

Per la sua prima edizione il festival ha potuto vantare su una line up molto internazionale, con General Levy dall’Inghilterra, Naaman dalla Francia, Steppa Style dalla Russia e Forelock dall’Italia, accompagnati da artisti e selectors locali. E proprio su Forelock si è voluto sbilanciare Diggy Dang (uno dei membri fondatori dei  Reggae Rajahs) quando l’ho contattato per sentire le sue impressioni sul festival: “ General Levy è stato impressionante – mi ha detto – intrattenitore top class con un’energia e una presenza scenica impressionanti, ma Forelock è una gemma nascosta e ha sicuramente conquistato molti qui in India”.

Il mix di indiani amanti del reggae giunti appositamente e di turisti in vacanza a Goa attratti dall’evento a fatto registrare numeri molto incoraggianti per la prima edizione del Festival, e un secondo appuntamento è già stato annunciato per il gennaio 2017.

Capitolo 3 – Cricket

Ma se la musica giamaicana solo di recente sta riuscendo a toccare il cuore del popolo indiano, c’è uno sport che invece tiene vicini i due paesi da molto più tempo, il cricket.

Pur avendo una vera e propria squadra di cricket, la Giamaica è parte, insieme ad altre 15 nazioni (tra cui Barbados, Trinidad & Tobago e Antigua) del team West Indies che disputa i tornei internazionali tra cui i mondiali. A livello di club invece il campionato indiano, la Indian Premier Leauge, è ormai da alcuni anni il più ricco sia a livello economico che di talenti, e la maggior parte dei grandi campioni internazionali gioca in club indiani. Nei club indiani militano o hanno militato i giamaicani Chris Gayle, Andre Russel e Marlon Samuels, il bajan Carlos Bratwhaite e DJ Bravo da Trinidad. E questi ultimi due sono stati tra i protagonisti della vittoria delle West Indies nel mondiale di cricket T20 disputatosi proprio in India nel 2016.

Ma, se Brathwaite verrà ricordato per i suoi meriti sportivi (suoi gli ultimi decisivi 24 punti con cui le Windies hanno battuto in finale l’Inghilterra), DJ Bravo rimarrà nella memoria di tutti gli appassionati per la sua esultanza e per la canzone, Champion, nata proprio durante la vittoriosa spedizione in India.

Pezzo dancehall, Champion è diventato il più classico dei tormentoni in India tanto da essere cantato dallo stesso Bravo alla cerimonia di apertura della Indian Premier League con tanto di coreografia danzante e da meritarsi anche una risposta proprio dai Reggae Rajahs a ricordargli chi sono i veri champion.

 

Capitolo 4 – Il Futuro

Cosa riserva ora il futuro per la scena reggae indiana? Molto probabilmente una crescita rapida e continua come quella che l’ha caratterizzata negli anni passati, e si spera destinata ad essere sempre più rilevante a livello internazionale e forse ad espandersi toccando e coinvolgendo nella crescita realtà per ora poco conosciute degli altri paesi dell’area.

Proprio in questi giorni è stato inaugurato un nuovo sound system autocostruito, il Bass Foundation Roots di Delhi Sultanate (finanziato con una superba campagna di crowdfunding online), e la notizia è addirittura finita sulla versione online dell’Hindustan Times uno dei più importanti quotidiani nazionali. Nascono nuove band, nuovi appuntamenti fissi sono sempre più parte integrante della nightlife delle grandi città, e una band del calibro dei Dub Inc. è stata invitata al prestigioso Sula Fest, segno tangibile che il reggae sta sempre più diventando parte del panorama mainstream musicale del subcontinente.

Appuntamenti

Piccola guida agli eventi reggae in India se aveste la fortuna di trovarvi da quelle parti:

Tutti i lunedì: Jah Mondays @ Raasta, Hauz Khas, New Delhi

Tutti i giovedì: Ital Digital @ Rockwater Resort, Goa

Tutti i venerdì: Freaky Fridays with Dj Surjal @ Antares, Goa

4 Novembre:  The Ska Vengers @ Ambedkar University, Delhi

5-6 Novembre: The Ska Vengers @ Bacardi NH7 Weekender, Hyderabad

26 Novembre: All India Dub Conference. Bass Roots Foundation X 10.000 Lions Soundsystem feat. Delhi Sultanate, Reggae Rajahs, Begum X, Dakta Dub e Realoveution Hi-Fly @ Pune

2-4 Dicembre: Dj Premier@ Bacardi NH7 Weekender, Pune

14-15 Gennaio: Reggae Rajahs Presents Goa Sunsplash 2017 @ Nyex Beach Club, Goa

10-12 Febbraio: Udaipur World Music Festival @ Udaipur

Photo courtesy of Ominonero (Richieri)

 

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Federico Di Puma

Federico Di Puma è nato a Milano nel 1988. Ha una laurea in Storia Indiana e negli ultimi tre anni ha passato almeno tre mesi in India ogni anno. Compra spesso dischi di artisti che non ha mai sentito nominare, qualcuno di questi a volte è addirittura bello.

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