Shanti Powa – Meet the Peaceful Warriors

Shanti e non Shanty: nulla di più lontano dalla vita nelle inner-city communities per questa big band che proviene dalle montagne del Sud Tirolo. Shanti Powa rappresenta tutto quello che c’è di buono nella voglia di far musica: dalla creatività, al desiderio di portare un messaggio, dall’attenzione al dettaglio, fino alla capacità di improvvisare.

Patrick Albertini Photography credits

Ho incontrato la band in occasione della loro data di Berlino. Un paio di settimane prima avevo ricevuto una copia del loro ultimo album, Peaceful Warriors, un album figo, che unisce il reggae allo ska, passando per l’hip hop e sfoggiando un’importante sezione di fiati e la presenza di un didjeridoo quasi mistico. Anche loro sono un po’ mistici, ci tengono a creare assieme, ad avere il loro suono, il loro timbro, a parlare di cose che contano e a funzionare in quanto band, con i punti forti e deboli di lavorare in un gruppo che coinvolge sempre almeno 12 componenti.

Il risultato di tanto impegno è molto buono e ascoltando i loro lavori precedenti e l’ultimo album, si capisce che hanno voglia di crescere e lo stanno facendo, mettendoci energia ed umiltà.

Bertrand, Alice e Thomas mi hanno raccontato della vita in tour, di come creano un pezzo, delle idee per i visual e del prossimo album che uscirà all’inizio del 2018. Ci siamo scambiati consigli e abbiamo parlato di come fare musica in modo indipendente, il tutto in tre lingue, anche se il loro tedesco non è facile da capire. La realtà del bilinguismo li ha decisamente influenzati, parlano italiano ma fanno riferimento al mondo tedesco: produttori, città, personaggi…tutte cose che nessuno dei miei amici italiani conoscerebbe. Da qui nasce anche la collaborazione con lo studio di Umberto Echo da cui si sono fatti mixare questo album e, visto l’ottimo risultato, anche il prossimo in arrivo.

Poi è arrivato il momento dello show che è stato in grado di trasmettere le stesse vibes con cui si erano presentati: energia allo stato puro, performance simbiotica e coinvolgimento; una dimensione che il pubblico ha sentito e amato. I fiati di cui mi avevano raccontato sono stati potenti e solidi, e lo stesso vale per il DJ che li accompagna sul palco, in grado di aggiungere veramente quel tocco in più che sì, è vero ricorda i SEEED, ma loro sono Shanti Powa e lo riconosci.

Bertrand e Alice sono le voci principali, quelle rimaste dopo che la band ha perso i rapper del gruppo. Sanno cantare, rappare e fare il dj style, in uno show lunghissimo che dura circa 2 ore. Sicuramente con questo inedito assetto vocale dovranno trovare un equilibrio per l’album a cui stanno lavorando, ma senza dubbio questa “nuova era” porterà solo cose buone, e più spazio per la vocalist, Alice, che è una vera potenza.

Patrick Albertini Photography credits

Godetevi questa intervista registrata tra lo YAAM e una specie di ostello in cui ci siamo autoinvitati e di cui ci siamo serviti come fosse casa nostra. È stato divertente e piacevolmente spontaneo: una vera esperienza Shanti, per una come me che di solito ci deve mettere la y alla fine.

Many thanks for the pics to Patrick Albertini

Chiara Nacchia

Chiara fa parte della famiglia di Sbeberz ormai da qualche anno. Coordinatrice della redazione, autrice di Island Pop e parte dello staff organizzativo di Reggaeradio, sa tutto quello che succede sull'Isola in tempo quasi reale. Dancehall lover to di bone, pseudo germanista e con background in politologia, può essere rintracciata a spasso per Berlino o mentre legge "Tell Me Pastor" sul Jamaica Star online.

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