L’ultimo disco di Snoop mi ha dato una bella svegliata

Devo ammetterlo, mi ero un po’ assopito sul rap.

Ho sempre amato il rap, ho iniziato la mia relazione con la musica ascoltando rap e dopo molto tempo era la prima volta che mi capitava quasi di dimenticarmene.

Un po’ perché sono tanti i generi della black che mi piaccio e che sto imparando ad amare, ma anche perché ultimamente mi ero seduto sugli allori dei vecchi dischi, di quelli spulciati nel case del fratello maggiore ai tempi delle medie, di quelli che hanno segnato momenti importanti nel tuo ascolto del rap e non solo.

Non ho mai denigrato la novità a priori, anzi.

Semplicemente, piano piano, ho abbassato il volume sull’hip hop e mi sono messo a guardare le foto musicali del passato.
Senza accorgermene, porco cazzo, stavo diventando un vecchio.
Uno di quelli che inizia le frasi con “ai miei tempi” o che si commuove quando sente Illmatic.


Neva Left è il quindicesimo album di Snoop Dogg.
Già il fatto che io faccia fatica a chiamarlo Snoop Doog invece di Snoop Doggy Dogg, la dice lunga su come abbia accolto gli altri quattordici.
Ho sempre stimato il vecchio Snoop. Ha sempre fatto delle hit di successo, ha sparato la California sul tetto del mondo, l’ho sempre voluto come padre, ma non tutta la sua roba mi piace. 
Di quindici album si potrebbe fare una playlist dignitosa senza impazzire. Io la penso così.
Eppure, per un piccolo e fondamentale dettaglio, Neva Left l’ho addirittura prenotato in anticipo. Senza sapere un cazzo di niente, appena Snoop ha iniziato la sua campagna social potentissima e raffinata, ho visto la copertina del disco e ho deciso che era la volta buona. Avrei preso un disco nuovo a scatola chiusa. Di Snoop.
E se parliamo di Neva Left bisogna partire proprio dalla cover che mostra un giovanissimo Doggy Dogg sotto un cartello con scritto California 187. Il titolo del disco è scritto sul palo che tiene il cartello. Full stop.
Per lo Stato della California il codice 187 sta a indicare la colpevolezza d’omicidio.

In quel momento (e lo penso tutt’ora) quella cover mi sembrava l’immagine più gangsta degli ultimi anni, che solo Snoop da pioniere del gangsta rap poteva replicare. In attesa dell’album è uscito un unico singolo senza video dal titolo Mount Kushmore, riferito alla tavola rotonda sulla ganja che hanno tenuto lui, Method Man, Redman e B Real durante il dibattito sulla legalizzazione in Colorado. E, come da copione, Snoop ne fa una tune in featuring con tutti questi mostri sacri. Al primo ascolto, penso di aver fatto bene a prenotare l’abum a scatola chiusa e inizio ad attenderlo un po’ come la ganja che ho ordinato dopo aver sentito il pezzo.

Poco prima della full version, Itunes ti invia altri due brani in anteprima, uno dei quali è il tranquillante per quelli che hanno ordinato l’album pensando di trovare il solito Snoop da party in piscina (Go On), mentre l’altro è una cazzo di cannonata gangsta style dal titolo SwivelQuando arriva il disco completo mi rendo conto di essermi appena preso una bella strigliata.

Non sentivo un disco con sonorità così puramente west forse dai tempi di 2001 di Dre. Con pezzi smooth come 420, quando si padroneggiava l’autotune alla vecchia maniera, il groove della title track o Bacc in da Dayz e i remix come quello di Vapours di Dj Battlecat. Tutte esplicite, anche le tune più lontane dal concept sono comunque interessanti se si pensa a un rapper del ’71 che ha da poco fatto un viaggio assurdo in Giamaica.
Neva Left è più che mai un album di Snoop Doggy Dogg e sarà per voi, vecchi come me, una sorta di remake esplosivo di Magnum PI. Vi sentirete come Abraham Simpson quando vede Matlock, e vi darà la conferma, nel caso ce ne fosse bisogno, della incredibile versatilità di quest’uomo.

 

Ps: … e vi mancherà Nate Dogg.

Tracklist completa:

1. Neva Left
2. Moment I Feared
3. Bacc In da Dayz
4. Promise You Thi
s
5. Trash Bags
6. Swivel
7. Go On
8. Big Mouth
9. Toss It
10. 420 (Blaze Up)
11. Lavender (Nightfall Remix)
12. Let Us Begin
13. Mount Kushmore
14. Vapors (DJ Battlecat Remix)
15. Still Here
16. Love Around the World

 

Jacopo Rudeboy

Personaggio sinistro particolarmente cinico e scostante. Ha iniziato in radio con un il format Rudeboy Salute su Burger Radio portando il reggae in una radio rap per poi finire a Rasta Radio a portare il rap in una radio reggae. Anarchico, sboccato, streight outta Lambrangeles, è arrivato insieme al suo compare Duke The Nightwalker alla 3 stagione di Flatbush su ReggaeRadio.it, l’unico programma radio ascoltato sia dai rasta che dalle gang salvadoregne. Per la redazione scrive di donne con la rubrica Gyal Powder oltre che altri eventi vari quando non è in giro a fare danni con qualche altro spostato. Hunter Thompson ha detto di lui… proprio niente.

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