In giro per i locali di Manila con Red-I

Si chiude con questa intervista la prima annata di Jamaica Goes Global su Reggaeradio.it

Doveva essere un giro per il mondo alla scoperta delle reggae band e dei dj dai posti più inaspettati e così è stato: abbiamo parlato della scena indiana prima che Taru Dalmia e il suo Bass Roots Sound System arrivasse su Al Jazeera (e poi sui media di tutto il mondo), di uno dei più grandi festival polacchi, delle storie strane di chi fa reggae in Corea del Sud, in Togo e in Indonesia. E’ stata un’annata concentrata molto sull’Asia e non poteva che finire con un viaggio in un’altra scena asiatica, questa volta siamo andati in giro per i locali underground di Manila con Red-I. Dj, produttore, beat-maker, organizzatore di eventi e serate dalle più varie sfaccettature,  Red-I ci ha raccontato delle sue passioni, di vinili recuperati nei mercati di tutta l’Asia e delle varie serate che gestisce.

Greetings Red-I e innanzitutto grazie per il tuo tempo e per la tua musica.

Greetings & Love da Red-I direttamente da Manila, un messaggero di Jah dal sud-est dell’Asia.

Come sei entrato in contatto con la musica giamaicana?

La musica di Bob Marley è ciò che mi ha introdotto al reggae. Da ragazzo ascoltavo hip-hop, trip-hop, drum&bass, jungle e ogni sorta di musica elettronica, ma più sono cresciuto più sono diventato consapevole della mia vita e della musica che ascolto. Ho iniziato a scavare in profondità nella storia della musica e nelle sue origini, e ho scoperto che la maggior parte della musica che ascoltavo era influenzata dal reggae. La bassline, i b-side strumentali sui 12 pollici hip-hop e la cultura dei sound system, viene tutto da lì. E questo è stato l’aggancio, da lì ho iniziato a scavare e scoprire sempre di più il roots reggae giamaicano.

Nel 2012 hai pubblicato Jahdgement Day, il primo vinile prodotto nelle Filippine dagli anni ’80, raccontaci un po’ di questo album.

Jahdgment Day è un album ispirato da musica che proviene da altri pianeti. Se ti ricordi nel 2012 un sacco di gente pensava che il 21 dicembre di quell’anno il mondo sarebbe finito, o gli alieni sarebbero arrivati sulla Terra. Quando questa storia ha iniziato a girare mi sono messo a pensare a che tipo di musica questi alieni ascoltassero, e da lì è iniziata la sperimentazione e la creazione di un album di dub elettronico e futuristico.

Per quanto riguarda la produzione in vinile, io sono un vinyl addict, e sono molto orgoglioso di essere stato il primo a produrne uno dopo così tanto tempo: moltissimi altri artisti hanno poi pubblicato in vinile dopo di me.

Sei una delle menti dietro Black Market, B-Side e Irie Sunday, appuntamenti fondamentali per la scena musicale di Manila. Cosa ci puoi dire di queste tre serate?

B-side è la prima location che abbiamo aperto, nel 2010, e ha la vibe di un deposito underground. All’inizio era un posto solo per dj set ma poi si è evoluto anche in spazio per proporre band live. Dentro B-side proponiamo da 7 anni l’appuntamento Irie Sunday, che è una serata di roots reggae e dub che si tiene tutte le domeniche. È come la messa domenicale e ci si ritrovano persone di ogni tipo unite dalla musica e dalla voglia di ballare: ogni domenica dell’anno abbiamo fisse 200-300 persone lì.

Black Market invece è un club che abbiamo aperto nel 2013 e che propone principalmente musica elettronica. È il posto di riferimento per la nuova generazione di produttori e amanti del genere.

Negli anni avete portato a Manila star internazionali come Macka B, General Levy e giusto di recente Johnny Osbourne. Che tipo di reazione hanno ricevuto?

Enorme partecipazione, sempre. La maggior parte di questi artisti ha pezzi in heavy rotation a Irie Sunday, ma è davvero irreale vederli dal vivo qui. Siamo onorati di poter proporre questo tipo di eventi.

Sul tuo canale soundcloud c’è una serie di mixtape, Beat Tape, in cui ogni mix è dedicato ad un singolo paese asiatico e alla sua musica. Ci parli dell’idea dietro questa serie di mix? E dove recuperi tutta la musica?

Sono uno che colleziona vinili, e amo la musica. Quando viaggio vado sempre a cercare nei negozi del posto e mi porto sempre a casa dei pezzi di musica locale, penso sia il miglior souvenir che ti puoi portare a casa. Quando creo un beat sul mio computer parto sempre da un sample preso dal vinile, mi piacciono moltissimo i suoni autentici degli strumenti asiatici, quelli che venivano usati nelle musiche tradizionali delle origini, e cerco sempre di usarli nei miei beat.

Guidaci nella scena reggae delle Filippine, con chi è nata? Chi sono i gruppi più importanti?

La reggae music è nelle Filippine dagli anni 80, alcune delle prime band sono i Tropical Depression, Coco Jam e Reggae Mistress. Molti dicono che le Filippine sono in qualche modo simili alla Giamaica quindi il reggae si adatta perfettamente alla nostra cultura.

Oggi ci sono centinaia di band nella sola Manila! Se vuoi sapere un nome in particolare Lady-I, è figlia di due membri della band Reggae Mistress.

E la musica reggae è super popolare anche fuori da Manila, ovunque tu vada nelle Filippine Bob Marley è un’icona che tutti conoscono e rispettano.

Cosa ne pensi della crescita di musica di influenza giamaicana in Asia?

La musica giamaicana ha sicuramente lasciato il segno in Asia, soprattutto in Giappone, lì hanno studiato ogni dettaglio della musica e la fanno ora con il loro stile. I filippini potranno anche avere l’anima dei giamaicani ma i giapponesi ne hanno preso il lato tecnico. Ci sono poi scene più piccole che stanno crescendo in Vietnam, Hong Kong, Cina e Singapore, e quando c’è da produrre il tour di un artista internazionale spesso lavoriamo insieme alle varie realtà di questi paesi per portare l’artista in tutta la regione.

Federico Di Puma

Federico Di Puma è nato a Milano nel 1988. Ha una laurea in Storia Indiana e negli ultimi tre anni ha passato almeno tre mesi in India ogni anno. Compra spesso dischi di artisti che non ha mai sentito nominare, qualcuno di questi a volte è addirittura bello.

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