Rasthamanna Festival 7° Edizione (Porto Torres, Sardegna)

La Sardegna negli ultimi anni riesce sempre a far parlare di sè grazie ad una scena ormai matura che è riuscita a piantare il seme dell’amore per la musica in levare nelle nuove generazioni, le quali continuano a far crescere quest’albero con solide radici.

Quest’anno si terrà dal 3 al 6 agosto a Berchidda, la decima edizione del Sardinia Reggae Festival, evento che ha sempre mantenuto una forte identità Roots & Culture e che nel corso degli anni ha portato grandi nomi sull’isola del livello di Misty In Roots, Israel Vibration, Twinkle Brothers o Max Romeo giusto per citarne alcuni.
E’ innegabile l’apporto che questo festival ha avuto nello sviluppo della cultura reggae in Sardegna, ma oggi vi parleremo di un altro festival che si è svolto a metà giugno (dal 16 al 18 Giugno) a Porto Torres, e che ridendo e scherzando è arrivato alla sua settima edizione: stiamo parlando del Rastha Manna Festival.

Porto Torres è una città situata a nord-ovest della Sardegna all’interno del Golfo dell’Asinara. Raggiungerla risulta abbastanza semplice visto la presenza dell’unico porto che collega l’isola alla Spagna (e che in Italia, invece, naviga su Genova) e visto anche che Alghero, l’aeroporto del Nord-Sardegna più frequentato, dista solo 35km.
La località che il comune ha messo a disposizione per il festival è un ampio parcheggio (sarebbe il parcheggio della spiaggia principale di Porto Torres, Balai ) dove sono state organizzate un’area bar, un’area mercatino con bancarelle e l’area Sound; lo stampo del festival è orientato verso la musica dub e l’assenza di concerti live insieme alla presenza di due Sound System non fa altro che confermarlo.
Dal pomeriggio il giovane Natural Jahovia Sound System si impegna a creare un’atmosfera distesa e rilassata grazie all’alternarsi di giovani selector che non aspettano altro che di testare i loro dischi su un sound; al calar del sole poi, i due giovani scoop, affaticati dall’intenso lavoro svolto sotto i 35° costanti pomeridiani, vanno a riposarsi per dare spazio all’imponente Shakalaka Sound System – 5 scoop e 10’000 Watt – che è riuscito a far ballare per tre notti consecutive i giovani di Porto Torres e non solo.

La serata di venerdì 16 giugno si è aperta con Omar (Canapa Sound System) ai controlli dello Shakalaka con una selezione ricca di pezzi dub, molti dei quali nuovi, sia italiani che non; a seguire è stato il turno di Simone (King Textone) – veterano della scena reggae sarda e figura fondamentale del Sardinia Reggae Festival – che ci ha fatto ballare e divertirci grazie ad un set carico e vario, partendo dal Roots anni ’70 fino ad arrivare a sonorità più digitali in vista dell’artista principale della serata: Dan-I, frontman degli Imperial Sound System.
Generalmente si è abituati a vedere Dan-I dietro alla consolle come selector, ma al Rasthamanna #7 lo show che ha portato vedeva lui come cantante e Textone a scegliere le tracce in consolle: il risultato è stato uno show energico dove il cantante si è esaltato ed è entrato in contatto col pubblico riuscendo a farlo interagire e soprattutto facendo passare un messaggio positivo di unione e rispetto – il tutto ovviamente accompagnato dalle sue basi dub autoprodotte.
La nottata del venerdì si conclude alle 4 dopo una breve selezione roots/digital ad opera di Dante degli Shakalaka Sound System insieme a Ruffman I al microfono. I due hanno portato avanti tra la massive quella sensazione di gioia e libertà che si prova quando ci si lascia andare ballando davanti ad un Sound System, lasciando un meraviglioso ricordo legato a questo venerdì in tutti i presenti.

Nella giornata di sabato 17 tutto era molto più lento: vuoi per le ore piccole fatte il giorno prima, vuoi per l’aria di mare che si respira a Porto Torres, fatto sta che sabato si poteva percepire quell’atmosfera tipica da festival dove tutti sono in pace col mondo circostante: una magia.
Ecco quindi che dopo un pomeriggio passato più sulla riva del mare e in mare che ai parcheggi del festival, decidiamo di risalire poco prima del calar del sole così da non perderci l’inizio dei Filuferroots Sound e Realoveution Hi-Fly al microfono: una session fantastica grazie ai pezzi roots anni ‘70-’80 sapientemente presentati da Pierre, fondatore anche del 10’000 Lions Sound System in India, e scelti da Nicolas dei Filuferroots.
Subito dopo tocca a Addi General scaldare la folla, per poi successivamente selezionare i brani per Brother Culture, storico MC della scena UK: ovviamente non c’è bisogno di sottolineare la carica e l’enfasi del cantante inglese, famoso per scatenarsi quando ha un microfono in mano; i generi Rub-a-dub e Dub sono stati i più suonati durante le due ore di questo set che si è concluso verso le 2 di notte riscuotendo un buon successo tra il pubblico.
Dopo loro è il turno del Sound resident, Shakalaka, che con Iago ai controlli ha proposto una ricercatissima selezione di brani tra digital/dub/roots che non ha dato il momento di respirare un attimo ai presenti facendoli scatenare fino alle 4 e qualcosa.

Domenica 18 Giugno il tempo non era dei migliori, o meglio, il sole era sempre bello caldo ma il vento agitava molto il mare rendendo fastidioso lo stare in spiaggia, ecco perché con tutta la massive siamo rimasti nella boscaglia sopra ai parcheggi dove si svolgeva l’evento per poterci riparare dal sole e per godere di quell’arietta che finalmente ci faceva respirare dopo giorni di arsura.

Ovviamente, essendo domenica, il pubblico durante la serata era molto inferiore rispetto ai due giorni precedenti – devo dire sempre molto frequentati nonostante Porto Torres sia una piccola città – peccato perché tra tutti i giorni la domenica è quello che a livello di scaletta (personalmente) mi ispirava di più.
Lasciando perdere che il sottoscritto ha avuto l’immenso piacere di selezionare qualche disco sullo Shakalaka Sound System in apertura insieme al mio carissimo amico Federico (Jiro Dub), ma soprattutto l’interesse era per lo show del “Fada”, Il Veterano, il grande Lampa Dread outta One Love Hi-Powa, il quale in consolle ci ha presentato una visione della musica reggae a 360° proponendo un mix senza età: sonorità new roots insieme a roots anni ‘70-’80 alternato a brani dub vecchi e nuovi, una selezione insolita ma con un messaggio preciso: guardare in una sola direzione non è la soluzione.
E per concludere in bellezza, le ultime ore della settima edizione del Rasthamanna Festival 2017 sono state affidate al già citato in precedenza Pierre, che coi suoi dischi targati Realoveution Hi Fly ha fatto viaggiare nell’infinito e oltre, a suon di musica Roots-Reggae, gli ultimi avventurieri rimasti fino all’ultimo in questa nottata senza tempo.

Come concludere questo breve report di tre giorni vissuti al massimo, carichi di vibes, amicizie, sguardi, espressioni, impressioni ed emozioni?
Intanto ringraziando la splendida famiglia che è riuscita a organizzare questo evento di 3 giorni ma che si sbatte tutto l’anno per renderlo possibile: sto parlando dell’associazione Rockers Clan di Porto Torres, composta da un gruppo di amici/appassionati che per tentare di rivitalizzare una città con tante potenzialità ma poco spirito di iniziativa ha messo su questa fantastica festa che riunisce un grande numero di giovani (e questo fa ben sperare).
Poi vorrei ringraziare i miei grandi Amici, gli Shakalaka Sound System: Iago, Dante, Mauro e il giovane Ale ci stanno mettendo tutto l’amore e tutta la passione del mondo per tentare di portare un messaggio di unione e rispetto in Sardegna, e dal 2012 (anno in cui è stato inaugurato il sound) a oggi posso dire che di strada ne hanno fatta, continuate così!
E poi ancora grazie a Porto Torres per essere una di quelle poche città in cui è possibile organizzare un evento insieme alle amministrazioni, sfatando il tabù che i Sound System all’aria aperta e vicino alla città non possono stare. Grazie, abbiamo bisogno di più città come la vostra!
E qui, da Ale, è tutto, in attesa di un nuovo viaggio e di una nuova esperienza da raccontare!

Divided We Fall, United We Stand.

 

Alessandro Marazia

Ariete '88 nato a Pisa da madre sassarese e padre pugliese. Il primo incontro con la musica in levare è stato coi Sud Sound System all'età di 13 anni, due anni più tardi la prima volta al Rototom Sunsplash a Osoppo che gli ha insegnato a guardare il mondo da un altro punto di vista. Il senso di pace e di comunione tra le persone lo ha indotto a tornare in Friuli ogni estate fino al 2009. Dopo un primo periodo passato nelle dancehall, ha riscoperto la bellezza delle origini tornando a suoni più roots. Oggi frequenta serate dove è presente un sound system, il suono si può "toccare" e il messaggio è il vero protagonista.

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