Reggaeradio.it al Sardinia Reggae Festival 2017

Il Sardinia Reggae Festival – organizzato dall’associazione culturale Sardinian Reggae – è un grande evento che negli anni ha richiamato sul suo palco artisti internazionali come Twinkle Brothers, Misty in Roots, Max Romeo, Abyssinians, Johnny Clarke, Black Roots, Israel Vibration, Prince Alla, Michael Rose e Cedric Myton, insomma: roots music allo stato puro.
Questa estate si è svolta la decima edizione a Berchidda, comune sassarese che risulta più vicino a Olbia (distante poco meno di 40km) che a Sassari, e Alessandro di Reggaeradio.it era presente per portarci la sua esperienza di amante di questa terra e dei suoi eventi in levare.

REPORT

Dopo aver partecipato alle tre edizioni che si sono svolte a Cargeghe, quest’anno non potevo mancare al Sardinia Reggae Festival, un evento che rappresenta un punto di incontro tra gli appassionati del genere, i ragazzi dei paesi vicini, i commercianti locali che vengono a proporre i prodotti del territorio e le associazioni culturali che promuovono le loro attività: una vera e propria festa dove si respira aria di libertà e spensieratezza.

Il festival, a differenza delle vecchie edizioni nelle quali prendeva luogo all’interno delle vie della città, a Berchidda si svolge all’interno del campeggio Tancarè situato a metà strada tra la stazione dei treni e il centro città.

Il campeggio è stato diviso in due parti per creare un’area festival un’area campeggio dove piazzare le tende sotto gli alberi di sughero che caratterizzano tutto il paesaggio circostante; l’area festival era anch’essa divisa in due parti, una per il giorno e una notturna.

Thunder of Jah Army Sound System + Mountain Top Sound System

Nella prima, situata nel punto più alto del campeggio subito sotto ai punti ristoro, la massive poteva godere dell’imponente impianto creato dall’unione dei Thunder Of Jah Army Sound System e i Mountain Top Sound System: questo sparava musica dalle prime ore del mattino fino al tramontar del sole, momento in cui iniziavano i concerti o in cui veniva acceso il maestoso Imperial Sound Army Sound System, montato a fianco del palco principale, nella parte più bassa dell’area festival.
Passiamo adesso a parlare dei vari show e degli artisti che si sono esibiti in questa edizione.

Il primo giorno, giovedì, era sicuramente uno tra i più attesi: la prima metà della giornata è servita a finire di montare l’attrezzatura, gli stand, i sound, il palco e tutto ciò che era necessario per il festival; ma da metà pomeriggio il Sound dei Thunder+Mountain Top era acceso e Canapa Sound è stato il primo a selezionare. Dopo di lui è il turno di Stefano dei Thunder of Jah Army che successivamente ha lasciato spazio a Francesco “Rootsless” che ha selezionato roots e dub music fino al calar del sole, momento in cui l’Imperial Sound Army si è acceso.
Nella yard di giovedì sera l’ospite di punta era sicuramente Eek-A-Mouse, un cantante che ha fatto la storia del reggae con brani come “Ganja Smuggling” o “Wa-Do-Dem”.

Eek-A-Mouse feat. TextOne on Imperial Sound Army

Accompagnato da Textone ai controlli, il singer giamaicano non ha tradito le aspettative e ha fatto uno show che purtroppo è durato soltanto un’ora ma che ha scldato tutta la massive grazie alla sua dolcissima voce nonostante l’età, un live-set pieno di sorprese, che è cresciuto di intensità fino ad arrivare a livelli di interazione col pubblico che non sempre si vedono alle serate.
Subito dopo è toccato a Dennis Capra feat. Danman il compito di continuare la serata e il loro show ha sorpreso tutta la yard grazie al live dub-mixing di Capra e alla voce dolcissima di Danman che hanno fatto scatenare tutta la notte fino alle prime ore del mattino il grande numero dei presenti accorsi per il primo giorno del Sardinia Reggae Festival.

La giornata di venerdì invece inizia prestissimo. Quando alle 10 del mattino esco dalla tenda per il caldo eccessivo, l’impianto dei Thunder+Mountain Top era già acceso e i ragazzi delle crew sono già lì davanti a selezionare e ballare come matti: ma quanto è bella questa musica che a qualsiasi ora di giorno o di notte ti fa star bene?
Nei miei ricordi questo è stato sicuramente il giorno più difficile: le temperature raggiunte all’interno del campeggio erano ai limiti del legale visto che purtroppo eravamo in una delle zone più calde della Sardegna durante uno dei giorni più caldi dell’anno, e quando sono andato a vedere quale temperatura segnava la macchina ho trovato scritto 49°C, penso non ci sia da aggiungere altro!
Le fontanelle d’acqua e le docce ci hanno molto aiutato e grazie alla potente musica siamo riusciti a restar svegli e attivi tutto il giorno grazie alle selezioni di Dennis Capra, Mountain Top e Danny Kingston. La session pomeridiana è stata caratterizzata anche da una massiccia presenza di musicisti che hanno contribuito a rendere l’ambiente magico: flautisti, sassofonisti e cantanti che si sono intercambiati sui vari riddim dando vita ad uno spettacolo molto piacevole.
E’ bene sottolineare anche la presenza di stand vari e bancarelle che durante il giorno e la notte davano la possibilità ai presenti di comprare vinili, vestiti, gadget vari, tisane e prodotti artigianali.

Sud Sound System on stage


La sera di venerdì è anche la prima con concerti sul palco e a scaldare la massive per il decimo anno del Sardinia Reggae Festival ci hanno pensato la band salentina Sud Sound System che hanno portato sul palco il loro ultimo album “Eternal Vibes” oltre che al loro repertorio più classico che ha fatto cantare e saltare la yard sarda fino all’una di notte inoltrata.
Successivamente è toccato a DJ Muxima, ai controlli dell’Imperial Sound Army e accompagnata da un veterano della scena inglese al microfono come MC Oxman (fondatore dell’etichetta Soul Jazz Records ed esperto indiscusso del genere grazie al suo lavoro dentro il record-store Dub Vendor sin dal 1980), scaldare la massive sarda.
La session proposta da questi due pesi massimi della scena ha spaziato dal roots anni ’70 alle nuovissime produzioni dub mettendo in mostra le abilità canore dell’MC inglese e la vasta selezione di dischi e dubplate di Dj Muxima (Echotronix Sound System, King David Warrior Sound System).
La nottata si è poi conclusa alle prima ore dell’alba con una selezione tutta roots old style proposta da Realoveution Hi-Fly, una delle crew sarde a cui la massive è più affezionata, e alla quale ha risposto con affetto e gratitudine.

Il risveglio di sabato mattina è stato piuttosto traumatico, vuoi per le pochissime ore dormite, vuoi per il caldo che continuava a farsi sentire prepotente; ma la musica e le positive vibes trasmesse dai partecipanti al festival hanno reso anche questo un giorno da ricordare e al quale sono molto legato.
Nella free yard di pomeriggio si sono alternate le crew sarde dei Natural Jahovia Sound System da Porto Torres, Shakalaka Sound System da Narbolia feat. Ruffman I al microfono e Isla Sound da Cagliari.
Sul palco invece gli ospiti internazionali chiamati a scaldare la Sardinia Massive erano tutti figli d’arte: Xana Romeo, figlia della leggenda vivente Max Romeo, ha stupito tutti cantando con una calda voce che ben si sposa con le melodie arrangiate dalla backing band sarda Arawak; Addis Pablo riprende invece la strada del celebre padre Augustus Pablo proponendo uno show con la melodica che porta gli ascoltatori in un luogo senza confini e senza tempo, dove ci si perde nelle melodie classiche inventate da Augustus ma sapientemente riadattate da Addis. E per finire in bellezza, nessuno riesce a scaldare e far saltare la yard in Sardegna meglio di Forelock & Arawak, un mix che i ragazzi presenti conoscono bene in quanto la band è nata e cresciuta insieme al festival e oggi propone un reggae maturo con brani impegnativi e eseguiti alla perfezione dai musicisti.

Forelock e Arawak on stage

La domenica, così come gli altri due giorni, è iniziata molto presto, che dico, in pratica la serata non è mai finita poiché una volta che si è spento il sound degli Imperial si è acceso immediatamente quello dei Thunder + Mountain Top, una continuità musicale tramite Sound System che non sempre si ha nei festival del genere. Nonostante le poche ore di sonno e i tre giorni di festival alle spalle i ragazzi del sound, così come la massive, non davano segni di stanchezza o di cedimento probabilmente anche perché questo era l’ultimo giorno del festival e tutti se lo volevano godere al massimo.
L’aria che si respirava nella free yard di domenica era piena di felicità e amore, una festa dove ci si sentiva come a casa grazie alla forte sinergia che si era venuta a creare tra la massive e chi stava dietro la consolle, il tutto aiutato da delle temperature che iniziavano a tornare su valori “umani” (circa 40°C).
Durante l’ultimo giorno lo spettacolo serale prevedeva soltanto la session su Sound System e niente concerti: lo show è iniziato verso le 22 con Kebra Ethiopia Sound System venuto direttamente dal Sud Africa con una valigia contenente una selezione di vinili roots che ha mandato in estasi i presenti grazie anche ai famosi balli realizzati da questa crew durante la loro performance riuscendo ad entrare in sintonia con la massive in maniera molto potente.

Paolo Baldini e i suoi Dubfiles

Dopo questa profonda selezione è il turno di Paolo Baldini e i suoi Dubfiles: insieme a Jules I, i gemelli Jacob e L.O Garzia dei Mellow Mood e Forelock, lo show a cui la massive ha assistito è stata una performance di alto livello che vede la maestria del Dub-Master Baldini incontrare l’abilità canore dei cantanti tutti italiani.
Non sono mancate le sorprese come le apparizioni di YT e Danman al microfono che unite ai Dubfiles hanno dato vita a momenti indimenticabili per i presenti. Lo spettacolo è durato tutta la notte visto che dopo di loro è stato il turno di Solo Banton con Textone ai controlli: con la sua voce squillante e le sue liriche cantate a velocità impressionanti l’mc inglese ha esaltato come pochi la massive per poi lasciare a Dan I l’onore di “fare chiusura” e a suonare fino alle prime ore del mattino sul proprio sound, lasciando un sorriso sulla faccia di tutti presenti e un “arrivederci al prossimo anno.

Che dire, raccontare questi quattro giorni è arduo perché è difficile far capire l’impegno, la passione e l’amore che l’associazione culturale Sardinia Reggae mette ogni anno per realizzare un evento che nei primi anni del 2000 sembrava soltanto un sogno, un’utopia.

Invece eccoci qua, nel 2017, a parlare della decima edizione del Sardinia Reggae Festival e a chiederci cosa ci aspettano i prossimi anni, ma il risultato più grosso ottenuto grazie a questo processo, intrapreso dall’associazione e reso possibile grazie allo sviluppo del festival negli anni, è certamente stato quello di riuscire a creare una scena composta principalmente da giovani ragazzi che si sono appassionati a questa musica e alla cultura dietro di essa e che portano avanti il messaggio e la speranza che un mondo migliore sia possibile.
Loro sono la forza di questo festival, e sono gli stessi che porteranno avanti in un futuro neanche troppo prossimo gli stessi ideali e gli stessi valori che hanno imparato a conoscere e ad apprezzare in questi dieci anni di concerti e session, quindi che dire, big up Sardinia Reggae Festival, big up all’Associazione Culturale Sardinian Reggae e un grandissimo big up a tutta la massive sarda!
Alla prossima!

Dan I on Imperial Sound Army

Alessandro Marazia

Ariete '88 nato a Pisa da madre sassarese e padre pugliese. Il primo incontro con la musica in levare è stato coi Sud Sound System all'età di 13 anni, due anni più tardi la prima volta al Rototom Sunsplash a Osoppo che gli ha insegnato a guardare il mondo da un altro punto di vista. Il senso di pace e di comunione tra le persone lo ha indotto a tornare in Friuli ogni estate fino al 2009. Dopo un primo periodo passato nelle dancehall, ha riscoperto la bellezza delle origini tornando a suoni più roots. Oggi frequenta serate dove è presente un sound system, il suono si può "toccare" e il messaggio è il vero protagonista.

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