L’ultimo disco del Wu Tang Clan è leggendario

Quando arrivi alla mia età, credo sia difficile da spiegare ai ragazzi più giovani perché un disco come The Saga Continues del Wu Tang Clan può tranquillamente considerarsi leggendario. E altrettanto difficile è spiegare come mai consiglieresti subito a qualche giovane dj di prenotare immediatamente il vinile. Quindi, siccome è difficile da fare, ma è necessario farlo vista l’importanza del titolo, proverò ad esprimere quello che voglio dire su The Saga Continues attraverso un viaggio musicale a flusso diretto con la coscienza. Almeno, quella di chi ama il rap. Per prima cosa c’è da dire che il Wu Tang Clan non sono un gruppo, ma possono considerarsi a pieno titolo una icona della black music nella storia. Sono una mentalità. Il Wu-Tang Clan è come si canta, come si produce, come ci si muove, come ci si veste, come si fanno i dischi, come si fuma. Il Wu-Tang Clan è tutto, cazzo. Sono uno squadrone immenso di rapper taoisti ecumenici, incazzati ed esperti di shaolin kung fu, gente che non ha mai scherzato e che non scherza neanche quando decide di fare una unica copia di un disco che finisce nelle mani sbagliate. Se ci pensate, la loro ultima vicenda relativa a Once Upon a Time in Shaolin, ovvero il disco più raro del mondo, sembra l’incipit di un film di Hong Kong dal titolo “Sono cazzi amari”.
Anche solo partendo da questa storia, arrivando a The Saga Continues dove si vocifera l’assenza di GZA, U God e Masta Killa, si preannuncia un pulp movie assolutamente contro corrente, iniziando da quella bomba di copertina old school.

Immagina di svegliarti la mattina, in una grande città, immensa come NY. Sai che farai yoga, che leggerai una frase pazzesca, che la tua giornata sarà un granello nell’immensità del tutto. Hai sentito l’intro.
Cammini per la strada principale che ti separa da casa. Metti le cuffie e tutto intorno è cemento. La mattina si tinge lentamente di rosso, anche se il buio ancora prevale. Senti l’autunno, ti vesti un po’ più pesante. Questa è fisica, questa è la matematica di Mathematics che produce il beat. Cammini a testa alta con Inspectah e Redman. Hai sentito Lesson Learn’d.

Hai combinato un casino e ancora non lo sai. Uno sbirro grosso e cattivo è sulle tue tracce. Gli girano i coglioni a elica, ha già bevuto litri di caffè merdoso e gli hanno appena riferito che ci sono dei guai in giro. Lo chiamano l’Indurito, è tutto tirato e se ne va in giro come un doberman a cercarti e fiutare dove può mordere. Con te ci sono Hue Hef e Raekwon che ti coprono le spalle. Hai sentito Fast and Furious, e con questa ti sono venuti in mente Biggie, Nas e i Mobb Deep in un tiro solo.
Entri in un cinema, di mattina. Retrospettiva kung fu movies. Lo skit.
Esci dal cinema e tutto è tranquillo. La città ha preso la sua vita, il tempo è migliorato. Fa freddo, ma ora c’è il sole. Hai seminato lo sbirro, ti senti tranquillo e rilassato. Pensi alle cose belle. La città è un tempio e la lezione te la sta dando Method Man. Hai sentito If Time Is Money e hai speso bene il tuo tempo.

Ti piove addosso una cascata di problemi. Senti il battito aumentare, sai che devi fare cose e non riesci a concentrarti. Un pensiero dietro l’altro, hai bisogno di qualcosa che faccia passare il tempo velocemente. La giornata è passata, ma non è ancora finita. Adrenalina, questo è quello che cerchi. Corri, ti alleni e ti prepari per le strade del tuo quartiere. Corri nel buio della sera. Hai sentito Frozen e le voci nella testa erano quelle di Method Man, Killah Priest e Chris Rivers. Original style.
Ti prepari per la serata. Tra poco uscirai e farai quello che vorrai. In sottofondo la voce di Ghostface. Lo skit.
Voodoo. Le strade sono segnate dalla magia nera e l’energia scorre a fiumi. I Loa si liberano per dar portare in vita i morti. Sean Price regala momenti da brivido. Credi che sia Halloween, ma è molto più potente perché è reale. Method Man è reale e le liriche sono cattive cattive. Hai sentito Pearl Harbor e gli stregoni erano Ghostface Killah, Method Man, RZA e Sean Price dal fottuto Oltretomba. “This a campfire of a vampire” ti senti nuovamente padrone di te stesso. Prendi la bici, giri per la città tra le strade e le rotaie, la musica nelle cuffie ti sta regalando, barra dopo barra, discorsi che nessuno fa con quello stile. Siamo al primo singolo. Hai sentito People Say e c’erano tutti. Anche Redman.
Finisce con discorsi di famiglia, uno skit.

Bobby Digital, mare in tempesta e palme sullo sfondo. RZA ti porta in Giamaica, con un beat in grande spolvero e rime infinite. Hai appena sentito Why Why Why e Swnkah canta dal profondo dei Caraibi l’ultima speranza di chi non ha più niente da perdere.
Musica classica. Una orchestra in strada, musica da camera, in inglese direbbero “peacocking” . Vai in giro coperto, sei con i tuoi amici, con le persone che ti conoscono e che stanno dalla tua parte. Queste persone si chiamano Method Man, R-Mean e Mzee Jones e tu hai appena sentito G’d Up. Niente ti può turbare. O forse no? Quello sbirro incazzato è nuovamente sulle tue tracce. Non gli piace per niente come vai in giro, ha voglia di romperti le palle e di fartela pagare. Intorno a te senti tensione, hai come la sensazione di avere mille notizie intorno a te, discordanti. Colpo di scena. Arrivano quelli che non dovevano esserci. Roba di artiglieria pesante, la cazzuta lega della giustizia. I soldati Cappadonna, Masta Killa e GZA, insieme a Streetlife celebrano il grande spirito di Ol’Dirty Bastard. Hai appena sentito If What You Say Is Tru e ti è quasi preso un colpo. Skit di RZA.
Cinematograficamente parlando ora ci starebbe bene un bel duello tra ninja. Nella notte della città, tipo guerrieri della notte. Hai presente quel film? Hai presente quanto è potente tutt’ora nonostante il tempo passato? Nei vicoli bui una coppia di ninja non ti fa sentire la mancanza di quando andavi a scuola ascoltando rap tagliente. Method Man e Redman ti hanno fatto appena ascoltare Hood Go Bang!
Non c’è tempo per gli affetti in un disco del Wu Tang. Non è una cosa che ti ascolti per riflettere sugli amori o sul passato. Non è mai nostalgico, forse proprio perché mantiene una continuità con gli altri. Nel locale dove entri ci sono dei soggetti niente male. E il dj ha messo su una tune che fa ballare tutti, uomini e donne. Accaldati e alterati. Ghostface Killah, Cappadonna e Steven Latorre ti hanno appena fatto sentire My Only One. Film finito, vai a casa solo o con qualcuno.
Titoli di coda sulle parole del professor Kabe Hiawatha Kamene, proprio come i film di kung fu finivano con le parole del saggio. Emblematic shot di RZA che chiude con un colpo di spada.

 

Questo è quello che secondo me c’è da dire sull’ultimo album del Wu Tang Clan. C’è da condividere le proprie immagini, il proprio sentire, la propria proiezione ascoltandolo. Un disco di altissimo livello.

 

Jacopo Rudeboy

Personaggio sinistro particolarmente cinico e scostante. Ha iniziato in radio con un il format Rudeboy Salute su Burger Radio portando il reggae in una radio rap per poi finire a Rasta Radio a portare il rap in una radio reggae. Anarchico, sboccato, streight outta Lambrangeles, è arrivato insieme al suo compare Duke The Nightwalker alla 3 stagione di Flatbush su ReggaeRadio.it, l’unico programma radio ascoltato sia dai rasta che dalle gang salvadoregne. Per la redazione scrive di donne con la rubrica Gyal Powder oltre che altri eventi vari quando non è in giro a fare danni con qualche altro spostato. Hunter Thompson ha detto di lui… proprio niente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *