Shot #2: The General Comes to Town

Questa volta il grilletto lo premo io, in questa nuova rubrica di Reggaeradio.it dedicata alla presentazione dei dischi sulla piazza, scelti da me e da Fede Di Puma. Il secondo Trigger del mese di novembre è dedicato a quel gattone di Mr Williamz “from London with love” che insieme alla Green Lion Crew ha realizzato un disco reggae western esplosivo. The General Comes to Town, appunto.

A chi non fosse chiaro, il disco (a cominciare dalla copertina) è un immenso tributo ai dj e toaster dei tempi d’oro, a cominciare da Lone Ranger (presente nel disco su un dub potentissimo) con gli svarioni di Joe Lickshot. La tematica western è accentuata dal richiamo ai tempi di Scalp Dem di Super Cat, Wild Apache appunto. La tune principale, del resto è Bad Like Me, in coppia con Pinchers, the original Bandolero, perfetta per sottolineare l’intero concept dell’album. Quando lo ascolti mentre sei in bici, per dire, ti sembra di essere in prateria con gli indiani e i cow boy.

Alle produzioni la crew americana Green Lion che è sinonimo di garanzia ed è capace di salvaguardare Williamz dal suo pericolo maggiore, quello di risultare troppo non stop talker e, di conseguenza, annoiare. L’immersione nei suoni dub è potente e regala grandi emozioni. Del resto, Green Lion erano dietro alle macchine anche nella super tune We Run England, sempre di Williamz.

Ciao Williamz, grazie del tuo tempo.
Questo album arriva dopo tre anni rispetto all’ultimo. Come descriveresti la tua carriera artistica oggi e quali differenze ci sono con il tuo precedente lavoro?

La mia carriera artistica è più matura. Abbiamo tutti imparato molto e studiato a lungo per poter realizzare tutto questo. Se fai quello che ami, quel tipo di amore ti ispira e anche l’ispirazione stessa ne ha risentito positivamente. L’ispirazione e la creatività arrivano dagli show, dalle persone che incontri, dalle esperienze che fai e in questo periodo siamo saliti sul palco per creare una fan base, per fare tune su tune da implementare al nostro show. Avere come obiettivo quello di darsi una struttura, artisticamente parlando, ti impone una disciplina di rispetto nei confronti dei fan e dei supporter, rispetto delle date, dei tempi, delle promesse fatte.
Le differenze con il mio precedente lavoro è nel concept dell’album a livello musicale. La presenza delle dub version lo rende un lavoro originale e continuativo. Il disco precedente può considerarsi più una compilation di pezzi sparsi nel tempo e uniti da qualche canzone nuova. Nell’ultimo lavoro, invece, tutti i pezzi sono nuovi, omogenei, pensati e realizzati ad hoc per il disco.

Tu hai già lavorato in passato con Green Lion Crew e anche in questo caso il risultato è fenomenale. Il mix tra dancehall e rub a dub è ottimo, le collaborazioni con i veteran Lone Ranger e Pinchers sono un vero tocco di classe. Bad Like Me esprime bene il concept dell’album, per esempio. Tu credi che il tuo stile, ora come ora, debba combattere per emergere in una scena dove la dancehall suona sempre più sintetica, distorta e fredda?

Nella vita bisogna sempre lottare ed è sempre una sfida. Bisogna però sapere per cosa lottare e penso che il reggae sia una buona scelta di campo. Non è una novità e il mondo è pieno di canzoni fredde e sintetiche, ma è anche vero che sono una sorta di bilanciamento. La musica di per sé è il riflesso della vita, quindi quando senti voci fredde, sintetiche, distorte, be’ quella è la realtà. Quello è quello che sta succedendo nel mondo. Governi, potenti, brutalità compiute senza sosta… viviamo in un mondo freddo, sintetico per quanto riguarda i rapporti umani dove il denaro vale di più della propria umanità. La musica riflette queste sensazioni di freddezza, riflette la vita che ci circonda. Tu usi la parola “sintetica” per definire la musica e io ti dico che questo è un ottimo esempio per farti capire che la vita stessa è sempre più sintetica. Il cibo, le verdure che mangi sono sintetiche. Certo, tu mi dirai che c’è il cibo bio, che forse è un po’ meglio di quello sintetico, un po’ più vero. E il cibo bio deve lottare per farsi spazio sul mercato, nelle catene di grandi supermercati pieni di cose economiche e sintetiche. E questo perché c’è gente che non ha voglia del cibo bio, non gli piace, ne è stufo. Sceglie le verdure sintetiche perché preferisce così. Ed è giusto che sia così. Nella musica io sono un po’ come il cibo bio.

Da importante esponente della scena UK e europea, come consideri l’attuale situazione della reggae music in questa zona del mondo? E in Giamaica?

La scena UK è estremamente ricca e variegata. Londra specialmente è molto influenzata dalla cultura giamaicana. La storia della musica reggae ha vissuto una parte fondamentale in Inghilterra, da Bob Marley a Gregory Isaac o Dennis Brown hanno fatto parte della loro musica proprio a Londra. Con radici come queste, la musica reggae non ha mai smesso di essere presente, anche negli anni ’90 con l’esplosione poi della jungle music e della drum and bass, l’ingrediente principale veniva dalla dancehall e dalla bassline. Sono cose che hanno un look differente, ma una natura molto simile. E, anche in questo caso, i suoni della jungle e della drum che noi consideriamo freddi e sintetici sono emersi in un determinato periodo, riflettendo il periodo stesso. Per non parlare del grime, il rap inglese. Quei ragazzi sputano rime come fuoco, come i dj della dancehall. I ritmi sono diversi, ma l’energia, l’ispirazione e l’immagine data è la stessa. Le radici sono tutte nella reggae music che è appunto “radici”, in grado di far germogliare diverse piante, con diversi stili. La jungle si mischia con il rap americano (anche lui imparentato con il roots) e crea il grime. In questo senso, poi le scene si mischiano e il progresso è interessante. Così come è importante l’unità, mantenere i contatti e le collaborazioni tra le varie scene. Anche qui, si torna a quello che si diceva prima della lotta. La musica nasce sempre da qualche lotta e sebbene lei sia sempre sotto attacco, la musica è ancora lì a combattere ed è ancora rilevante. In Europa, così come in UK, le cose sono più o meno simili. Molta unità, molti ragazzi che vogliono emergere, che continuano a costruire sound system e a portare avanti questa cultura, a farsi ispirare dalla musica reggae. Vedere e sentire tutto questo in giro per il continente mi aiuta moltissimo a continuare e a credere nella mia musica. Mi fornisce nuove immagini e nuova creatività. In Giamaica è significativo vedere come molti artisti emergenti abbiamo un occhio di riguardo verso l’Europa e si facciano influenzare anche da quello che sta succedendo qui. Come in un cerchio, la musica reggae si alimenta in questo modo, attraverso i suoni, i viaggi, gli incontri.

Abbiamo parlato delle dub version del tuo disco e quindi la domanda d’obbligo è… a quando il vinile di The General Comes to Town?

Il vinile è previsto per il prossimo anno, 2018 full album, probabilmente a tarda primavera. Inoltre, entro il 2017 faremo uscire un paio di singoli su dischetto probabilmente già a dicembre.

Copertina da paura. Chi ci sta dietro a questa grafica? Hai mai pensato all’idea di creare un supereroe rub a dub style?

Un supereroe rub a dub che va in giro a conquistare i vari sound è di sicuro una idea figa. Dovremmo pensarci seriamente! Il disegno in cover è di Taj (Francis, ndr) (http://www.tajtenfold.com/) che ha lavorato molto anche con Protoje e che reputo essere un artista di talento. Ha realizzato la copertina qualche anno fa, proprio perché la realizzazione del disco è stato un processo che ha richiesto molta cura nel tempo.

2018, next mission? Hai già pronto un tour promozionale del disco o qualche altro evento in programma?

Sicuramente il prossimo anno sarà dedicato alla promozione del disco e all’organizzazione di un tour per dare la giusta visibilità a tutto il progetto.

Trigger vi aspetta il mese prossimo con lo shot #3, who will be the next?!

Special thanks: Nyah

www.mrwilliamz.com

Jacopo Rudeboy

Personaggio sinistro particolarmente cinico e scostante. Ha iniziato in radio con un il format Rudeboy Salute su Burger Radio portando il reggae in una radio rap per poi finire a Rasta Radio a portare il rap in una radio reggae. Anarchico, sboccato, streight outta Lambrangeles, è arrivato insieme al suo compare Duke The Nightwalker alla 3 stagione di Flatbush su ReggaeRadio.it, l’unico programma radio ascoltato sia dai rasta che dalle gang salvadoregne. Per la redazione scrive di donne con la rubrica Gyal Powder oltre che altri eventi vari quando non è in giro a fare danni con qualche altro spostato. Hunter Thompson ha detto di lui… proprio niente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *