Gyal Powder red lights: Miss Red

Quando mi hanno confermato la seconda stagione di Gyal Powder stavo ascoltando un disco recente, targato Scotch Bonnet. Sto parlando di Trilion: Ain’t No Future with No Past. Una bomba di dancehall vecchia scuola come si deve che mi manda a male da giorni.
Insieme alla tune di Sr Wilson Chatty Chatty… a dire il vero. Ma questa è un’altra storia.
Il disco è arrivato in un momento perfetto perché mi ha accompagnato tutta l’estate senza mollarmi mai, facendomi vivere ottime vibrazioni nonostante i lunghi periodi cittadini passati ad agosto.
Tranne a Ferragosto con Giki… a dire il vero. Ma questa è un’altra storia.
Sulla copertina del disco, come si può ben notare, troneggia una bella ragazza dalla chioma leonina.

 

Ed è sicuramente il ritratto di Miss Red, che partecipa al progetto nella tune Stop Igle con General G, come si può ben notare dal video che ha anticipato l’uscita del disco.

 

 

Miss Red mi aveva già catturato con la tune Mi Lost insieme a The Bug, seducendo la mia parte più acida made in England e siccome dopo aver visto il video e ascoltato il disco mi sono spulciato per bene il suo sito, ho deciso di iniziare la seconda stagione di Gyal Powder proprio con lei, per conoscerla meglio.

RR: Ciao Miss Red, benvenuta e grazie del tuo tempo. Alcuni di noi ti conoscono per il lavoro con Scotch Bonnet, altri per quello con The Bug e altri ancora per il video Murder. Vuoi parlarci un po’ di te?

MR: Io sono Miss Red. Red come i miei capelli, red come il mio sangue. E quando arrivo io spero bene che il tuo culo cominci a rimbalzare e la tua testa esploda al massimo. Se qualcuno di voi è mai venuto a uno dei miei show, sa bene che succede un vero e proprio casino. Ho bisogno di questo tipo di energia forte, per questo ogni mio live è un aiuto anche a me stessa. Non puoi mettermi in una scatola, la vita è un fiume in piena ed è difficile da afferrare con i suoi mille cambiamenti. Ma io ci sono dentro fino al collo e sono sempre pronta a nuove esperienze. Voglio incontrare ciò che non ho ancora incontrato prima. Il mio corpo? Lui è la mia arma principale. Le parole, le melodie e i movimenti sono importanti, ma lo strumento principale resta il corpo nella sua interezza. Non voglio la forza di gravità nel mio modo di fare arte. Voglio poter volare, spaziare da un mondo all’altro e vivere senza fermarmi mai, con il corpo che pulsa come una rullata di batteria.

RR: Nei tuoi lavori si sente moltissima dancehall ’90, ma non mancano le sonorità acid come la collaborazione con The Bug o nel mixtape. Come ti sei innamorata della dancehall ’90 e quanto è importante nelle tue produzioni?
MR: La dancehall, di qualsiasi epoca si voglia, è una delle cose migliori che mi sono capitate nella vita. Mi sono innamorata della reggae music dai suoi albori fino alle ultime tunes e la porto sempre con me perché è un tipo di suono che devo per forza ascoltare di continuo, essendo cruciale nel mio modo di fare arte. Ho sempre ascoltato un sacco di musica, tutti i generi, ho anche suonato metal se è per questo, ma la vibra che il reggae ti dona mi scalda il cuore completamente e mi spinge a fare tutto quello che faccio ogni giorno. Il reggae è stato con me fin da quando ero piccola. Ricordo da bambina quando mi gasavo con Peter Tosh e mia sorella che mi gridava dietro di smetterla di fare casino come se fosse la prima volta che sentissi quel disco!
RR: Sei spesso in giro. Quali sono i tuoi attuali progetti? Tour o album? Ah… e come è andata all’Outlook Festival?
MR: Progetti a cascata! E ne nascono sempre di nuovi. Non riesco a stare ferma, con video, tunes, danza… tutto. Quando finisco un pezzo mi si aprono nuovi orizzonti e mi vengono nuove idee che voglio subito mettere in pratica o provare. Non tutto riesce bene e viene usato, proprio perché deve lasciare spazio al nuovo che avanza. Il prossimo anno uscirà un mio disco, ho appena finito di registrare le voci e per me sarà una cosa mastodontica perché rappresenta un punto importante nella mia carriera. Ogni respiro di ogni tune si porta dietro una marea di studio. Sono molto emozionata. Proprio per lavorare sul disco ho preso una pausa dai concerti, a parte qualche show in giro. L’Outlook è stato un delirio totale… un sacco di artisti che ammiro e che adoro insieme per una settimana, passando dalla spiaggia alla barca nella splendida Pula.
RR: I tuoi video sono sempre molto artistici, così come le tue foto. Parlando di visual art, Gyal Powder ha avuto l’onore di intervistare Ellen G (leggi qui) che ci ha parlato un po’ di grafica nel reggae. Quanto è importante per te l’immagine? E quale immagine ti piace dare di te?

MR: Mi piacciono le sorprese perché il mio modo di vedere le cose è il più eclettico possibile. Seguo le connessioni e parto dal basso, attingendo dalle radici. Ho avuto la fortuna di lavorare con una grande artista che considero una sorella, parlo di Aviva Wise che è al mio opposto, ma che proprio per questo mi ha aiutato a creare in maniera molto profonda. Non ho una sola dimensione, se contiamo quella esterna oltre a quella interna. Tutto ciò che compone la mia vita, i miei momenti fa parte delle mie immagini e delle immagini che trasformo. Uso tutto quello che vedo per modellare me stessa e quello che tu vedi ora è il frutto delle esperienze collezionate negli anni. Ecco l’immagine che voglio dare. La più veritiera possibile.
RR: Pensi che le donne abbiamo più difficoltà a emergere in questo genere? Come vedi le artiste emergenti sia in Europa, ma anche in posti più difficili come la Giamaica? E che consiglio vorresti dare alle nostre lettrici?
MR: Questo mondo è fatto dagli uomini per gli uomini. Le donne hanno sempre avuto grane e sbattimenti. Soprattutto in questa scena musicale decisamente sessista. Fa ridere che solo ora molti uomini vedono sputtanata la propria carriera per le porcate commesse nel passato che comunque ci sono ancora adesso. Siccome molti uomini hanno seguito e deciso le carriere di svariate donne, sembra che sia normale imporre certe schifezze… io non lo capisco proprio. Io so cos’è il rispetto, quindi so anche riconoscere quando non c’è. Purtroppo vengo da Israele, una terra che da 5000 anni si basa su quello che dice un dio creato dagli uomini, non dalle donne… le donne devono ubbidire e stare brave a casa e non rompere i coglioni, vero? Be’, non credo proprio! Ecco perché la dancehall è così bella, perché ha tutti gli strumenti per andare contro questa ideologia. Spero che le donne nella dancehall portino sempre più carattere, colore, siano se stesse. Non quello che dice la società, ma quello che loro vogliono essere veramente. ‘Affanculo Cenerentola, l’emblema della donna maltrattata! Tutti in Giamaica sanno che le donne sanno prendere la vita per le palle, lavorare sodo e sfangarsela. E così anche in Israele. Ma gli uomini non lo accettano e prima o poi il karma farà il suo corso.
RR: Dove possiamo trovare e sentire la tua musica? 
MR: Mixtape in free download sul mio sito: miss-red.com che sarà rimpiazzato presto quando uscirà l’album.
RR: E anche in questa stagione, la domanda fatidica di Gyal Powder… Cosa fai la mattina appena sveglia? 
MR: Mmmh… Stretching, metto su un disco, stretching ancora, caffé… queste cose non cambieranno mai, anche se ogni mattina è una mattina diversa.
Photo credits: miss-red.com
Special thanks: www.scotchbonnet.net

Jacopo Rudeboy

Personaggio sinistro particolarmente cinico e scostante. Ha iniziato in radio con un il format Rudeboy Salute su Burger Radio portando il reggae in una radio rap per poi finire a Rasta Radio a portare il rap in una radio reggae. Anarchico, sboccato, streight outta Lambrangeles, è arrivato insieme al suo compare Duke The Nightwalker alla 3 stagione di Flatbush su ReggaeRadio.it, l’unico programma radio ascoltato sia dai rasta che dalle gang salvadoregne. Per la redazione scrive di donne con la rubrica Gyal Powder oltre che altri eventi vari quando non è in giro a fare danni con qualche altro spostato. Hunter Thompson ha detto di lui… proprio niente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *