Shot #4: Rub a Dub Mood

Voglio essere sincero con tutti voi.
La prima volta che ho sentito la tune Rub a Dub Mood di OBF con Sr Wilson ho letteralmente “pazziato”. L’ho scoperta grazie al video che anche lui di per sé è una fottuta bomba, e sono andato giù di testa. Ricordo che ho iniziato a mandare messaggi a tutti, linkando il video e pontificando come se fosse arrivato il nuovo messia. OBF, dopo quella cannonata di Sixteen Tons of Pressure con Charlie P, avevano sfoderato una nuova artiglieria pesante. E Wilson, che già con Dub Files si era fatto notare nei nostri radar ha decisamente calato la mano pesante.
Dopo aver comparto subito il disco in vinile e aver tirato gli amici a farlo, non posso negare di aver tenuto in loop la tune di Wilson per due settimane buone. Successivamente, e con gran goduria, sono passato alle altre produzioni del disco, quella insieme a Infinite, le strumentali e City Danger sempre con Wilson.
Ma anche in questo caso, non posso negare che il successo di questo pezzo è nel suo insieme con il video, realizzato con un disturbo vintage e un modo di descrivere la situazione rub a dub (appunto) in modo molto moderno e al contempo rispettando la tradizione della sound system culture. Mi è sembrato giusto, a questo punto, caricare la mia Trigger story di questo mese con un proiettile chiamato Sr Wilson.

Benvenuto Sr Wilson su questa nuova rubrica di Reggaeradio.it targata Trigger!

Bless, Reggaeradio.it! Un saluto speciale a Trigger.

Come ho già detto prima Rub a Dub Mood è la tua nuova super hit insieme a OBF. Sembra essere la degna erede di Sixteen Tones of Pressure di Charlie P, come anche suggerito dalla cover del disco. Nel sentire la traccia, nel guardare il video mi sono immerso in una vera e propria situazione rub a dub, con i corpi che si muovono, il fumo, i drink e tutto il resto. Come avete fatto a rendere la traccia così potente?

Rub a Dub Mood è venuta fuori facilmente. Io vengo dal mondo dell’hip hop e il rub a dub e il suo “nonno” artistico. Mi ha sempre influenzato, nel modo di scrivere, cantare, atteggiarmi. La dancehall rub a dub della fine dei ’70 e dei primi ’80 è stata ed è tutt’ora di forte ispirazione. Non provengo dalla scena dub. La dub è qualcosa che ho imparato a conoscere soprattutto con i ragazzi di OBF e in questa tune abbiamo voluto fare un tributo alla scena giamaicana dei primi ’80, sia roots, rub a dub e dancehall. Ci siamo trovati con un po’ di idee e abbiamo realizzato molte tracce, ma solo un paio sono state inserite nel disco perché vogliamo lavorare nella promozione spingendo ogni cosa a suo tempo. L’idea del ritornello è uscita da Rico che è venuto da me e mi ha detto: “Devi tirare fuori qualcosa che faccia sentire bene, feeling good…” e una volta trovato il ritornello, tutto è nato con facilità. Rub a dub, dancehall vibes e il fatto che quando sono immerso nella dancehall non mi piace che la gente venga da me a parlarmi nelle orecchie. Si tratta di una storiella da toaster, ma molto sincera nel dire che quando si vive una esperienza in rub a dub mood, non serve parlarsi o andare sopra alla musica, ma godersi una situazione in comune. La tune è un mix di humor e solid vibes, in puro stile… rub a dub!

Paolo Baldini e i Dub Files in Italia. Tu in Spagna, Charlie P e Williamz e YT in Uk… una vera e propria Europa Rub A Dub! Come consideri la scena europea al momento e quale è la meta nella tua carriera?

il Rub a dub è diventato popolare, soprattutto in Spagna, con l’aiuto dei sound system. La Spagna ha una notevole tradizione roots e anche i dj che ci sono di solito cantano in spagnolo. Io e alcuni miei compagni come Yeyo Perez siamo una sorta di prima generazione di cantanti rub a dub e roots spagnoli che usano l’inglese. Tutto questo è positivo perché è il mix perfetto di reggae music e urban come l’hip hop. Il ritorno del rub a dub è anche un rinnovamento perché il nostro patois può considerarsi europeo, reimpastato con le influenze giamaicane e inglesi e farcito di sonorità per esempio spagnole. Quindi, un grosso big up alla mia famiglia italiana Paolo Baldini, i miei fratelli in UK come Charlie P, Williamz… tutti, sono tutti stati molto importanti per me e mi hanno dato una grossa mano a emergere sulla scena internazionale, soprattutto il Dub Files. Sono appena tornato dagli USA e dal Canada, ora vorrei fermarmi per almeno un paio di mesi laggiù per concentrarmi su un album rub a dub in combo con artisti americani o giamaicani residenti negli Stati Uniti. Vorrei andare con Rico di OBF e creare qualcosa in America perché in questo momento la scena è forte, la sound system culture è in ascesa e penso sia un buon momento per questo genere di musica.

Parliamo del video. Come vi è venuto in mente di tirare fuori un concept del genere? Non è che tu e OBF avete in mente un album tutto su questo filone?

Volevamo fosse anni ’80. Il video è venuto fuori con la tune, una sorta di parto gemellare. Volevamo creare l’atmosfera. Volevamo un vero e proprio tributo a questo stile old fashion! Doveva essere riconoscibile da tutte le parti, sia per i giamaicani che per i rapper. Certo, mi piacerebbe fare un disco con OBF, un disco con suoni che possono spaziare fino al dub e, perché no, anche un po’ di roots.

Per quanto riguarda il tuo futuro? So che hai anche un progetto con band chiamato The Island Defender da promuovere. Sarai in tour o bolle altro in pentola?

Con The Island Defender abbiamo fatto un piccolo tour iniziale, cinque date in Spagna e l’idea è quella di sfornare qualche nuovo video preso dall’album. Abbiamo già chiuso molte date per il 2018 in Spagna soprattutto nei festival e per quanto riguarda me sì, sto lavorando su qualcosa di nuovo. Un mixtape tributo all’era anni ’90 dell’hip hop con sonorità urban influenzate dal reggae. Tutti i riddim saranno prodotti da me, con l’aiuto di Rico come sempre e non ci saranno veri e propri album nell’imminente. Ci vogliamo concentrare su mixtape e singoli che spaccano.

Un’ultima domanda…
Sr Wilson, do you feel good?

Sì, amico. Mi sento bene, I feel good. Mi sento fortunato nel poter continuare a fare la mia musica che è la mia occupazione, la mia dedizione e la mia passione. Quindi, sì. Mi sento proprio bene!

 

 

Photo credits: Sr Wilson FB Page

Jacopo Rudeboy

Personaggio sinistro particolarmente cinico e scostante. Ha iniziato in radio con un il format Rudeboy Salute su Burger Radio portando il reggae in una radio rap per poi finire a Rasta Radio a portare il rap in una radio reggae. Anarchico, sboccato, streight outta Lambrangeles, è arrivato insieme al suo compare Duke The Nightwalker alla 3 stagione di Flatbush su ReggaeRadio.it, l’unico programma radio ascoltato sia dai rasta che dalle gang salvadoregne. Per la redazione scrive di donne con la rubrica Gyal Powder oltre che altri eventi vari quando non è in giro a fare danni con qualche altro spostato. Hunter Thompson ha detto di lui… proprio niente.

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