Chapter 7: Radio Fontani Sound System

Ciao a tutti!
Finalmente Dub-It è tornato sulle pagine di Reggaeradio.it dopo un periodo di assenza piuttosto lungo, per scusarmi vi porterò oggi alla scoperta di un Sound System nato tra le montagne del Nord Italia: oggi intervisterò Giovanni dei Radio Fontani Sound System!

Ciao Giovanni, benvenuto su Reggaeradio.it!
Che dici, iniziamo dal principio: raccontaci la storia dei Radio Fontani!

Radio Fontani nasce nel 2011 dall’incontro tra me e Paolo (Cantante) , due appassionati di musica reggae grazie soprattutto all’influenza dello storico gelataio veneziano Carlo Pistacchi che ci ha contagiato con le cassette quando eravamo ragazzini.
Da questo nostro incontro nasce la voglia di creare un progetto caratterizzato inizialmente da selezioni musicali accompagnate da una voce al microfono che cantava, promuovendo messaggi di pace e rispetto con musica roots reggae principalmente proveniente dagli anni ‘70.
Sempre nel 2011 suonammo a capodanno coi 48 Roots a Rovereto selezionando qualche brano e cantando su qualche version prima del sound bolognese.
Il progetto del Sound prende vita successivamente col fine di continuare a promuovere questi messaggi, ma la mancanza di risorse economiche ci ha obbligato ad arrangiarci con quello che avevamo e con quello che riuscivamo a trovare a buon prezzo o, ancora meglio, gratuitamente: è così che abbiamo recuperato tanti componenti tra cui anche le trombe esponenziali Geloso degli anni ‘50 ritrovate all’interno del campanile nella chiesa di Folgaria e che oggi rappresentano l’elemento che più contraddistingue il sound.
D’altronde per noi Sound System vuol dire metterci le mani e provare a fare le cose con poco, anche perché l’unica cosa necessaria per controllare se il sound suona bene (e quindi eventualmente correggerlo) sono delle buone orecchie.
Ecco perché nonostante l’impianto fosse pronto tra maggio e giugno del 2012, dopo l’inaugurazione fatta in piazza a Rovereto – ricordo il Sound System montato sopra il nostro furgone – siamo stati fermi quasi un anno per trovare il setup più opportuno di ogni componente.
E’ nell’estate del 2012 che si aggiunge la seconda cantante, Leila ed arriviamo poi all’autunno dove le serate organizzate al Bruno insieme ai Murjah Warriors ci hanno dato l’opportunità di portare realtà come i 48 Roots, i Kunta Kinte, Etrurian Sound System o Angel Dub, riscuotendo un buon seguito e ci hanno dato la possibilità di conoscere nuove persone all’interno della scena.
Nel 2013 si aggiunge anche il chitarrista Franz mentre Camilla inizia a selezionare ska e rocksteady ampliando la nostra scelta musicale.
Nell’autunno del 2016 si aggrega infine anche Mattia col suo sax completando la formazione attuale dei Radio Fontani composta da sei elementi.

Che bello il vostro percorso, deve essere fantastico vivere lassù. Ma raccontaci di più del rapporto tra Sound System e montagna: siete riusciti a creare una scena o c’è ancora diffidenza da parte degli abitanti?

Devo dire che noi ci siamo tenuti lontani dal paese perché qua in montagna non esiste una cultura del reggae e non è una musica che viene apprezzata dalla maggior parte della popolazione.
Però, nel momento in cui abbiamo visto che facendo un certo tipo di serate la gente cominciava a tornare sempre di più e si è creato un movimento di persone interessata a questa musica, abbiamo capito di avere una certa forza che ci ha spinto a provare a fare qualche session ottenendo degli ottimi risultati.
Sicuramente da ricordare è il 23 dicembre 2015, quando siamo riusciti a portare una band di fama internazionale come gli Skatalites all’interno del teatro di Folgaria e in seguito abbiamo fatto una session fino alle prime luci del mattino realizzando così uno dei miei sogni.

 

La prima volta che ho letto il nome del vostro collettivo su un flyer è stato per il festival di Sinergie Lagarine, hai voglia di parlarci di più in cosa consiste?

Sinergie Lagarine è una rete di associazioni giovani e di gruppi informali della zona della Val Lagarina che ha lo scopo di coordinare gli eventi musicali della zona oltre che quello di organizzare un festival che dal 2011 prende luogo a Castel Beseno: uno dei castelli più grandi delle Alpi e con grandissimi spazi aperti e bastioni da vivere.
Per arrivare a questo castello è necessario fare un quarto d’ora di camminata se sei tra le prime mille persone che salgono, sennò in alternativa ti tocca almeno mezz’ora di salita molto ripida che però rimane impressa nella memoria dei partecipanti in quanto rafforza lo spirito e rende la giornata ancora più unica.
Se pensate che nelle ultime edizioni questo festival ha registrato più di 5000 presenze potete immaginare in quanti hanno percorso questa scalata pur di partecipare a questa festa dove il Sound System diventa fondamentale.
Nonostante il numero di associazioni all’interno della rete sia triplicata nel corso degli anni, col cambio del direttore del castello nel 2015 si sono iniziati a presentare degli ostacoli che non promettono niente di buono per il Festival; per fortuna noi lo scorso anno abbiamo portato come super ospite Wassie One direttamente dal Carnival di Notting Hill (Londra) così qualche bel ricordo siamo sicuri di averlo.

Capitolo produzioni musicali: con un collettivo di artisti come il vostro era più che logico aspettarsi l’uscita di qualche brano ma addirittura voi siete usciti con un vinile in 12” con due cantati e gli strumentali, completamente autoprodotto, ci parli di come è nata questa idea?

Radio Fontani - United We Stand
Radio Fontani – United We Stand

Esatto, abbiamo sempre avuto un grande potenziale musicale e grazie ai nostri due Cantanti e ai musicisti (chitarra e sassofono) la nostra predisposizione verso la composizione musicale è sempre stata molto forte, per cui l’idea di registrare era già nell’aria da diversi anni.
Successivamente siamo cresciuti e finalmente mi sono convinto che era giunta l’ora di chiudermi in casa e dedicarmi a studiare la registrazione così da capire come ottenere quei suoni che volevamo orientando tutta la produzione verso sonorità anni ‘70 e riproponendo quella nostra “filosofia dell’arrangiarsi”.
Mi sono quindi documentato su come riuscire a riprodurre alcuni filtri per il microfono partendo da dei microfono già in nostro possesso, e mi sono messo a studiare manuali di registrazione fino a che non sono riuscito ad arrivare a dei risultati soddisfacenti, e ci tengo a sottolineare che tutto questo processo l’ho realizzato grazie a sistemi operativi UNIX e programmi open source, di questo ne siamo molto orgogliosi.
Ci abbiamo messo un anno e mezzo da quando ho iniziato a studiare seriamente a quando abbiamo avuto in mano le copie del disco, abbiamo incontrato tantissime nuove persone, alcuni sono diventati amici, altri ci hanno aiutato soltanto musicalmente, altri ancora si sono rilevati poi fondamentali per la storia dei Radio Fontani, abbiamo affrontato difficoltà dovute al farsi capire e nell’ ottenere esattamente quel suono che ricercavamo, ma la soddisfazione a lavoro finito è veramente tanta e consiglio a chiunque abbia questo genere di passione di mettersi in gioco perché niente è più bello che realizzare i propri sogni.

Ok, Giovanni, siamo arrivati alla fine di questa intervista, volevo solamente chiederti se avete date in programma da suggerire ai lettori di Dub-It e ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato augurandoti buona fortuna, alla prossima!

Dunque, le prossime date in programma sono
sabato 17 febbraio in compagnia dei 48 Roots Sound System e de La Svolta Sound System porteremo il nostro sound al Sottotetto Soundclub di Bologna;
– a Pasquetta faremo quasi sicuramente una conference pomeridiana dove chiameremo qualche sound a selezionare insieme a noi;
per adesso queste sono le date che posso dirvi in attesa delle conferme estive, grazie a voi e alla prossima!

 

Alessandro Marazia

Ariete '88 nato a Pisa da madre sassarese e padre pugliese. Il primo incontro con la musica in levare è stato coi Sud Sound System all'età di 13 anni, due anni più tardi la prima volta al Rototom Sunsplash a Osoppo che gli ha insegnato a guardare il mondo da un altro punto di vista. Il senso di pace e di comunione tra le persone lo ha indotto a tornare in Friuli ogni estate fino al 2009. Dopo un primo periodo passato nelle dancehall, ha riscoperto la bellezza delle origini tornando a suoni più roots. Oggi frequenta serate dove è presente un sound system, il suono si può "toccare" e il messaggio è il vero protagonista.

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