DUBWISE FESTIVAL: Four Rooms

di Riccado Giki Delay / Photo credits: Elisabeth Coke

[alcune parti di questo articolo sono frutto della fantasia]

DubWise Festival potrebbe essere un film uscito nelle sale il 3 febbraio 2018, diviso in quattro episodi, interpretati e musicati da altrettanti sapienti artisti legati alla scena dub inglese, che hanno trovato la diffusione delle loro opere da parte degli impianti autocostruiti di Rise and Shine ed Echotronix. Quattro stacks per un totale di 16 scoop.

Il “film” è stato fortemente voluto da Dred Lion Hi-Fi Crew, reduce dal trionfo dell’anno precedente con Dub Wise: Jah Shaka, come una rinascita dopo il Dub Club dell’Amigdala, Dread Lion stesso ha scelto gli altri interpreti tra quelli che sono stati i suoi illustri ospiti al Dub Club.

 TRAMA:

Anche quest’anno dopo il successo di Jah Shaka, il Live di Trezzo D’Adda omaggia la dub music con il DubWise Festival. Giki Delay di Reggaeradio era presente e come il magistrale Tim Roth in 4 Rooms, “vaga” per quattro situazioni speciali inerenti alla splendida serata. Una di quelle notti in stile holliwoodiane dove può succedere di tutto e non puoi andare a letto finché non vedi come va a finire.

Suite luna di miele – “Strano Intruglio”
  • Scritto e diretto da Aba Shanti-I

Nel primo episodio abbiamo uno stregone che prepara sapientemente la sua pozione magica, entriamo nella stanza e notiamo un uomo di bassa statura e taciturno che si pone ai controlli, come sua abitudine testa i mezzi che Rise And Shine gli ha messo a disposizione per preparare il suo intruglio musicale. Dopo qualche tune tutti gli ingredienti sono pronti e lo stregone Aba Shanti-I dopo aver sapientemente “mixato” gli ingredienti inizia a diffondere nell’aria la sua pozione, che per manifestarsi nei suoi effetti deve prendere la forma di melodie e vibrazioni.

La sua voce inizia a mettere una lirica sull’altra e questo lo potremmo chiamare l’effetto accelerante.

La sensazione è quella di star seduti su una nuvola leggera, ma di cui è palpabile lo spessore.

Gli effetti della pozione sono calibrati per un’ora circa, ringraziamo lo stregone per quanto abbiamo assorbito con i nostri recettori grazie alla sua pozione al miele e si chiude la porta della Suite.

Stanza 404 – “L’uomo sbagliato”
  • Scritto e diretto da Vibronics ft. Madu Messenger

In questo secondo episodio Steve, uomo del futuro noto a tutti come Vibronics, è accompagnato da un altro noto personaggio Madu Messenger, sono uno scienziato ed un divulgatore di conoscenza  che con un solo tablet ed un microfono sono in grado di smentire tutti i detrattori del digitale.

Inseriti i dati e le coordinate nel computer di bordo, basta un solo click e la stanza sembra avvolta da sonorità del futuro con colpi graffianti e decisi tipici del produttore extraterrestre [Leicester] che sono diffuse dall’Echotronix Sound System.

Tutto sembra procedere senza intoppi, ma la sicurezza del computer di bordo segnala una presenza non autorizzata, viene inviato così un robot a controllare la situazione. Giunto nel luogo indicato, il robot mal programmato non riconosce la sagoma di uno degli artisti che alloggia in una delle altre stanze di questo strano hotel e lo invita ad andar via. L’ospite in questione (maglietta bianca con scritta Zion Train in nero) è Neil Perch, che con tipica mimica facciale dello scazzo cosmico cerca di spiegargli la situazione.

A quel punto viene inviato il programmatore per fare il “reboot” del robot che stava invitando ad uscire “l’uomo sbagliato”.

Aggiornamento effettuato ed allarme rientrato.

Nel mentre la nostra ora di viaggio interspaziale è finita, ringraziamo pilota e co-pilota per il morbido atterraggio, questa volta gli applausi sono dovuti…

Stanza 309 – “Il maleducato”
  • Scritto e diretto da Neil Perch (Zion Train)

Il film prosegue aprendo la porta della terza stanza, in cui si viene avvolti dalla sensazione di essere all’interno di un palazzo che affaccia sulla rumorosa Detroit della techno, ma con un tocco di bon ton inglese.

Entriamo, chiediamo permesso ma nessuno risponde.

Dietro ad un macchinario, seduto su una poltrona in pelle ed una pipa in mano, un personaggio schivo e dall’aria un po’ severa, tutto in torno altri strani marchingegni, araldi rinascimentali ed un camino acceso.

Basta un tocco sul macchinario che l’ospite della stanza 309 aveva davanti ed i marchingegni iniziano a muoversi: il primo l’impatto è violento, secco e grezzo, come quello prodotto dalla catena di produzione della General Motors. Basta un altro tocco sul macchinario ed altri strumenti iniziano a produrre delle sezioni vocali portate a volte alla distorsione, il tutto viene però addolcito dalle sezioni di fiati e tastiere che entrano ed escono dall’esecuzione e cosi fanno anche le varie frequenze riprodotte dal Rise & Shine Sound System.

Quel personaggio taciturno è un direttore d’orchestra particolare perché i suoi strumentisti sono macchine.

L’esecuzione prosegue con il “maestro” che, oltre a dettare i tempi ai suoi macchinari, con un semplice click, inserisce echo, delay, flanger e synth miscelando quello che lasciato al disordine ed alla disarmonia sarebbe probabilmente solo rumore.

Passata un’ora, il nostro maestro se ne va senza salutare nessuno.

Ci è sembrato un po’ maleducato, ma poi abbiamo scoperto che egli è muto e si esprime solo tramite il suo collega Dubdada, con cui ha un legame particolare essendo l’unico che riesce a tradurre i suoi pensieri in parole.

Ce ne fossero di maleducati così.

Attico – “L’uomo di Hollywood”
  • Scritto e diretto da Iration Stepper

l’ultimo episodio di questo film ci porta nell’attico di questo strano albergo, si spalanca la porta e anche qui troviamo un personaggio che al primo sguardo potrebbe essere un motociclista o un wrestler: nero, con un’imponente stazza, una bandana legata al collo e quello sguardo di chi ne ha viste tante.

Invece no, abbiamo davanti un uomo che ci invita ad accomodarci nel suo eccentrico attico e ci versa una coppa di Crystal. Forse spinto dalle nostre facce interrogative, inizia a raccontare della sua vita. Lui è un uomo di Hollywood dice, un narratore di incisioni dai profondi bassi che percorrono la storia.

E una storia ce la vuole raccontare con la musica.

Inizia con una dichiarazione d’intenti: “la prima mezz’ora di roots e poi vi porto all’avanguardia”.

Questa storia inizia con il suo rapporto con un altro artista Michael Prophet, che da poco ha lasciato questa terra, ci suona parecchi dei suoi dubplate, prosegue con sonorità che via via diventano sempre più moderne e quindi digitali.

Ad un certo punto però fa una domanda “How do you feel when you listen to a sound system?” [cit. Joseph Lalibela], la risposta è ovvia “We’re feeling irie”.

La via per l’avanguardia è spianata, ci ha così raccontato di un futuro prossimo e delle sue sonorità, di cui però non possiamo svelare nulla. Perché da navigato uomo di Hollywood ci ha fatto firmare un patto di riservatezza.

Ci ha poi detto che solo recandosi a vedere le sue produzioni si può scoprire l’avanguardia del dub.

Lo salutiamo e chiudiamo così il nostro film.

Quentin Tarantino sarebbe orgoglioso di noi.

Chiara Nacchia

Chiara fa parte della famiglia di Sbeberz ormai da qualche anno. Coordinatrice della redazione, autrice di Island Pop e parte dello staff organizzativo di Reggaeradio, sa tutto quello che succede sull'Isola in tempo quasi reale. Dancehall lover to di bone, pseudo germanista e con background in politologia, può essere rintracciata a spasso per Berlino o mentre legge "Tell Me Pastor" sul Jamaica Star online.

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