Shot#11: Large

Nel 2009 ero riuscito a incastrare tra un esame e l’altro qualche giorno al Rototom Sunsplash. Non erano, onestamente, i giorni con la line up migliore del festival (quell’anno c’erano Buju e Bunny Wailer in line up) ma ero contento di vedermi un po’ di band nuove e che non conoscevo. Tra queste c’era anche un gruppo di ragazzi di Pordenone che erano lì grazie alla vittoria nella sezione italiana del concorso che lo stesso  Rototom organizzava ogni anno per dare spazio alle band emergenti. Dopo averli sentiti comprai anche il disco, Move!, che ricordo mi sbalordì parecchio. Si poteva già intuire che i Mellow Mood avrebbero potuto avere una buona carriera ma era francamente difficile immaginare il livello altissimo che avrebbero raggiunto negli anni. Ecco un breve elenco delle cose che gli sono successe in questi anni: 4 album in studio prodotti da Paolo Baldini, creazione della casa di produzione Tempesta Dub, show ad alcuni dei festival più importanti del mondo tra cui Sierra Nevada World Music Festival (USA), Reggae Sun Ska (Francia), Rototom Sunsplash (Spagna), Jamming Festival (Colombia), collaborazioni con Jah9, Dub Inc., Tanya Stephens, Jovanotti e molti altri, collaborazione al progetto Dubfiles at  Song Embassy, Papine, Kingston 6 sempre con Paolo Baldini e molto altro ancora.

Inutile dire che il loro ultimo lavoro, Large, non poteva mancare nelle munizioni di Trigger!

In Large sembra abbiate lavorato su un suono un po’ diverso, con qualche cambiamento proprio di sound rispetto ai vostri lavori precedenti. Ci raccontate un po’ delle sonorità di questo album?

Quest’album è stato registrato in maniera diversa rispetto ai precedenti. Tutti i brani sono stati arrangiati in sala prove prima di entrare in studio a registrarli. Avevamo le idee abbastanza chiare sul tipo di album che volevamo fare. In studio abbiamo registrato batteria, basso e chitarra assieme in un paio di giorni mentre le tastiere sono state registrate per la maggior parte a Pedrolara, dove il nostro tastierista Pippo ha del valido materiale vintage. Per le voci Lorenzo e Jacopo hanno cantato uno di fronte all’altro una take intera dall’inizio alla fine. Tutto questo è stato diretto da Paolo Baldini, nostro produttore storico e membro a tutti gli effetti della band.

Il primo singolo, Large, parla di consumismo ed è accompagnato da un video davvero molto evocativo (l’immagine dell’uomo che lava un cavallo all’autolavaggio è davvero molto forte). Ci raccontate qualcosa su questo pezzo?

“Large” ha un messaggio diametralmente opposto a quello che buona parte della musica veicolata dai media di oggi ha. La musica a cui sono sottoposti i ragazzi di oggi parla di successo e riscatto economico, di arricchimento, del riscatto dato dal poter permettersi questo o quel brand ecc..ecc.. Nulla di più assurdo, pericoloso e illusorio. “Large” celebra una vita semplice e non schiava dei falsi bisogni, falsi successi e false volontà, nonchè l’unica vita che questo pianeta può sopportare.

Il pezzo ‘Daddy’ è molto toccante e profondo, ce ne volete parlare?

Il testo di “Daddy” è nato in studio ed è stato l’ultimo che abbiamo scritto. Nel disco precedente c’era una canzone per la mamma e ci piaceva l’idea di dedicarne una al papà in questo nuovo lavoro. Siamo dei figli fortunati, i nostri genitori meriterebbero un album intero.

Per la composizione dei testi avete collaborato con Solo Banton.  Da dove è nata l’esigenza di avere un aiuto esterno? E  com’è stato lavorare con lui?

Era da tempo che volevamo avere qualcuno che ci assistesse nella stesura o almeno che correggesse i testi ma che fosse anche presente con noi in studio. Solo ci è stato consigliato dagli amici DubInc che avevano fatto la stessa cosa per alcuni loro pezzi in lingua inglese. Solo è un lyricist, averlo con noi ha fatto la differenza ed ora è anche un grande amico.

I Mellow Mood saranno in giro per l’Italia e per il mondo per tutta la primavera e l’estate, potete trovare tutte le loro date qui.

Trigger invece torna tra pochissimo, chi sarà il prossimo ospite?

Federico Di Puma

Federico Di Puma è nato a Milano nel 1988. Ha una laurea in Storia Indiana e negli ultimi tre anni ha passato almeno tre mesi in India ogni anno. Compra spesso dischi di artisti che non ha mai sentito nominare, qualcuno di questi a volte è addirittura bello.

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