MC is my ambition – Le molte vite di Sister Nancy

In una delle notti berlinesi più calde di sempre, ho avuto l’occasione di vedere per la prima volta Sister Nancy nel suo ambiente naturale. Ophlin Russell può vantare diverse date di nascita: è venuta al mondo nel 1962 ma sicuramente ha sentito la vita scorrere nelle sue vene 15 anni dopo, quando per la prima volta ha preso in mano un microfono per cantare sulle basi spinte da un sound system di Kingston. Muma Nancy ha sempre ringraziato il fratello, Brigadier Jerry, per aver creduto in lei ed averla aiutata a diventare il primo DJ donna nella storia della musica giamaicana anche se sicuramente Likkle Nancy all’epoca doveva aver già dimostrato un bel po’ di coraggio, passione e perseveranza.

 

Sister Nancy è nata anche nel 1982 quando, a 20 anni, ha vociato lo Stalag riddim, ricreando la canzone di Toots, Bam Bam, che sarebbe diventato il brano reggae più campionato della storia, last but not least nella versione di Jay Z e Gongzilla del 2017:

La sua voce è cambiata negli anni, mentre cresceva la sua esperienza di donna, cantante e performer. La storia di Sister Nancy è una storia di coraggio dal giorno uno: quello di prendere in mano un mic in un ambiente male dominated quale era ed è il mondo dei sound system, con alle spalle una famiglia molto conservatrice (il padre era un reverendo), esprimendosi nell’ambiente rasta (anche se nella più progressista mansion delle 12 Tribes). E forse anche questa continua necessità di tirare fuori la voce, le ha dato quello strumento che ieri sera ha tuonato sulle basi suonate da Legal Shot Sound System.

Per 32 anni la pioniera del DJ style al femminile non ha ricevuto le royalties per la sua hit internazionale fino a che, pochi anni fa, Sister Nancy è rinata ancora una volta. Nel 2014 ha deciso di muoversi con mezzi legali e trovare un accordo per farsi dare quello che le spettava. Nella sua coerenza di donna, artista e amante della musica e del messaggio che porta, non l’ha fatto in modo avido o distruttivo: ha trattato gli altri come avrebbe voluto essere trattata, in modo equo, trovando un accordo per ricevere il 50% dei proventi degli ultimi 10 anni.

Ieri notte, sudata e pigiata in una sala gremita, mi sono sentita a lezione di dancehall. No slackness, no rime alla velocità della luce: solo niceness, messagge music e original vibes. Mi sono ritrovata a Kingston 6, il luogo in cui è nata lei e in cui vidi la prima DJ session su sound system in Giamaica. Grazie Ophlin.

 

Photo Credit: Patrick Albertini

Chiara Nacchia

Chiara fa parte della famiglia di Sbeberz ormai da qualche anno. Coordinatrice della redazione, autrice di Island Pop e parte dello staff organizzativo di Reggaeradio, sa tutto quello che succede sull'Isola in tempo quasi reale. Dancehall lover to di bone, pseudo germanista e con background in politologia, può essere rintracciata a spasso per Berlino o mentre legge "Tell Me Pastor" sul Jamaica Star online.

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