Shot #16: Neon

Anche quest’anno mi sono trovato con l’annoso problema di non poter andare in vacanza per mancanza di cash. Ovviamente, ho optato per uno dei miei grandi classici ovvero sfruttare i matrimoni degli amici proponendomi come testimone così devo essere per forza invitato anche ai party prematrimoniali, tipo gli addi al nubilato o al celibato. Quest’anno sono più fortunato del solito perché si sposano due mie care amiche, insieme e quindi hanno deciso di passare insieme anche il tempo prima del grande sì. Mettendo assieme i soldi (pochi) e le idee, decidiamo di fare un weekend a Ibiza tutti insieme, senza fare la bella vita, ma in un clima di completa libertà, seguendo le onde di quell’attitudine che passa per il Sud America, i Tropici, tocca Ibiza, viaggia sul mediterraneo e arriva fino a Tokyo.

Siccome le mie due care amiche si portavano dietro uno come me, era necessaria una colonna sonora adeguata e visto che il momento è delicato e la situazione solenne, ho deciso di caricare la pistola musicale di #trigger per sparare la mia ultima pallottola della stagione.

Di conseguenza, partendo da questa situazione particolare, mi sono spostato su qualcosa che a livello generale potesse comprendere tali elementi: spensieratezza, felicità, attesa e sorpresa, vizio, mare, sole, caldo e quella attitudine di cui parlavo prima. Inoltre, siccome sono un fanatico di musica giamaicana, anche un po’ di patois. Il nuovo nonché primo album del collettivo Flex Up Crew è un cocktail che contiene in dosi precise tutti questi elementi. Si chiama Neon ed è la prova vivente, in continuità con Diplo e soci, che la reggae music comprende un bacino di variazioni ed evoluzioni che vanno dal rocksteady alla musica di questi ragazzi. Il primo album dei Flex Up è un disco pensato per essere una selezione “gourmet” del bashment che unisce i Caraibi, gli USA, Londra, Bangkok e tutte le urban capital intorno al mondo. Neon è la colonna sonora perfetta per uno spensierato weekend con gli amici, ma è anche un viaggio intorno al mondo che quasi lo rende un disco fortemente world music.

E niente, quindi li ho invitati su Trigger, visto che non ho potuto invitarli a Ibiza.

Benvenuti su Trigger di Reggaeradio.it, come nasce il progetto di Neon e qual è la sua genesi rispetto all’evoluzione della vostra crew?

Ciao a tutti gli ascoltatori/lettori di reggaeradio! Quest’album nasce dall’esigenza di mettere insieme, in un’unica release, il meglio di tutti i produttori di Flex Up. L’idea è nata un po’ di mesi fa, non è stato semplice e immediato riuscire a coordinare tutti. Dopo tanto lavoro, siamo riusciti a tirar fuori delle tracce delle quali siamo super soddisfatti e che non deluderanno le vostre orecchie!

Come lavorate solitamente? Siete tutti sparsi un po’ per il mondo, come fate a restare connessi e concentrati sul progetto? Ci sono dei pro e dei contro nel vostro modus operandi?

Fortunatamente oggi grazie a internet le distanze si sono accorciate. Usiamo molto whatsapp per delle comunicazione veloci, e le mail quando dobbiamo scambiarci i progetti dei brani. L’unico “problema” è che a volte ti svegli e trovi 200 messaggi in chat, perché mentre dormivi, dall’altra parte del mondo era mattina o pomeriggio!

Il ritmo del disco, seguendo la tracklist, sembra essere pensato per un crescendo costante, quasi come a dare una fotografia di come sarebbe una serata con tutti voi ai controlli. Qual è il vostro rapporto con uno show dal vivo? Avete progetti con ballerini e cantanti dal vivo?

Oltre a esser produttori, siamo anche tutti djs. “Suoniamo” in varie parti del mondo, ognuno con il proprio stile. Alcuni di noi salgono sul palco insieme a un mc e delle ballerine, altri da soli. Stiamo cercando di collaborare il più possibile anche con le date, facendo dei “Flex Up Party” itineranti. Siamo ancora agli inizi, ma nei prossimi mesi ne sentirete parlare!

Quali sono i vostri progetti futuri e come promuoverete l’album? E soprattutto qual è il vostro sogno più grande?

Flex Up sta crescendo sempre di più. Nato come un collettivo di djs e produttori, oggi è anche una label. L’idea è quella di diventare una label di riferimento per gli amanti di queste sonorità. Ogni giorno riceviamo tantissimi demo da parte di produttori sparsi per il mondo. E questo ci fa molto piacere! Il nostro sogno è quello che viviamo quotidianamente, lavorando sodo: da semplice crew siamo diventati una label e adesso stiamo lavorando sui party! Riceviamo quotidianamente il supporto di tantissimi grandi djs e radio. Direi che i primi risultati stanno arrivando!

 

Grazie a Flex Up per avermi accompagnato a Ibiza, facendomi ballare allo stesso tempo come se fossi a Kampala.

 

 

Photo Credit: Flex Up Crew IG

Jacopo Rudeboy

Personaggio sinistro particolarmente cinico e scostante. Ha iniziato in radio con un il format Rudeboy Salute su Burger Radio portando il reggae in una radio rap per poi finire a Rasta Radio a portare il rap in una radio reggae. Anarchico, sboccato, streight outta Lambrangeles, è arrivato insieme al suo compare Duke The Nightwalker alla 3 stagione di Flatbush su ReggaeRadio.it, l’unico programma radio ascoltato sia dai rasta che dalle gang salvadoregne. Per la redazione scrive di donne con la rubrica Gyal Powder oltre che altri eventi vari quando non è in giro a fare danni con qualche altro spostato. Hunter Thompson ha detto di lui… proprio niente.

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