Shot #17: Skarra Mucci & the One Love Family

Eccoci arrivati all’ultima uscita della stagione per Trigger. Last but not least perchè abbiamo voluto chiudere in bellezza e regalarci una chiacchierata con uno dei più profilici e attivi artisti degli ultimi anni. Uno che difficilmente si fa scappare un finesettimana senza essere su un palco e uno che questa musica che tanto ci piace l’ha portata davvero in ogni angolo del pianeta, dall’Europa alla Cina passando per la Thailandia, il Messico, l’India e per molti altri paesi.

Stiamo parlando del Dancehall President Skarra Mucci, da poco uscito con un album molto particolare prodotto dalla Undisputed Records. L’album si chiama Skarra Mucci & the One Love Family e racchiude 15 delle più belle combination registrate da Skarra in questi anni, ovviamente non potevamo perdercelo.

Benvenuto su Trigger! Com’è nata l’idea di proporre un album interamente di combination?

Mi è sempre piaciuto moltissimo collaborare con altre persone, non solo musicalmente amo condividere le esperienze e amo quella sensazione di raggiungere insieme un obiettivo mettendo insieme forze ed energie. Poi sin da piccolo sognavo di poter fare un album insieme ai miei cantanti preferiti, e dopo 36 anni di musica e più di 100 collaborazioni ci sono finalmente riuscito!

Cosa rende una collaborazione riuscita musicalmente?

Intanto è sempre difficile rendere una buona combo una hit. Non c’è una ricetta giusta e non ci sono garanzie, fare una canzone con due artisti che cantano insieme non ti assicura di avere un pezzo di successo. E poi ogni canzone ha una storia a sè: a volte è il produttore che magari ha già registrato le parti dell’altro artista che mi contatta per aggiungere qualcosa al pezzo, altre invece nascono dalla volontà degli artisti e dalla loro voglia di scrivere e cantare insieme. Se registro un brano con un altro artista e riusciamo a lavorare direttamente insieme è molto importante riuscire a creare una connessione sia di rime che di flow, e anche se  mi arrivano brani già preregistrati per me è fondamentale sentire che c’è qualcosa che mi unisce all’altro artista e alla canzone.

Nell’album ci sono alcune collaborazioni con artisti ben noti al grande pubblico e altre con cantanti meno conosciuti, ci puoi dire il nome di qualcuno che non ha ancora sfondato ma che ha tutte le carte in regola per farlo secondo te?

Ci sono tantissimi bravi artisti in ascesa e pronti a contribuire in maniera significativa alla scena, e tanti magari non li conosco neanche io! Lavorando tanto sulle mie produzioni purtroppo non riesco a sentire tutto quello che esce di nuovo. Però qualche nome ve lo posso dare,  sicuramente segnatevi il nome di Nkulee Dube, la figlia del grande Lucky Dube, e  mio “fratello” Teacha Dee. E oltre a loro anche Don Tippa e Phantom MC e D-Ruption.

Uno dei brani dell’album, “When We Kill” (in combination con Ken Boothe) è un manifesto dei soundclash, argomento che hai affrontato anche in molte altre canzoni. Quanto segui la scena dei soundclash? Che aspettative hai per il tuo sound, Deebuzz, al World Clash in Canada?

Io amo i soundclash, vivo per i soundclash. La cultura dei clash è stata probabilmente la cosa che più ha influenzato la mia carriera musicale, credo che almeno metà dei miei brani parli di clash! Sono uno dei membri fondatori di Deebuzz Sound e credo di essere dentro la scena molto più della maggior parte degli artisti. Per quanto riguardo il World Clash, ero sicuro che avremmo vinto la Rumble e sono ancora più sicuro che vinceremo e riporteremo il World Clash in Europa.

Stai girando tantissimo questa estate, c’è qualche show che attendi particolarmente?

Oh si certo, sicuramente Boom Town a Londra, il Rototom Sunsplash, il Reggae Jam, lo show a Parigi al Cabaret Sauvage e quello a Bagnol.

 

E con l’intervista a Skarra Mucci si chiude questa prima stagione di Trigger. Noi stacchiamo, andiamo un po’ in vacanza e poi torniamo carichi di vibes in autunno per un altro anno di recensioni e interviste, sempre e solo su Reggaeradio.it.

 

 

Federico Di Puma

Federico Di Puma è nato a Milano nel 1988. Ha una laurea in Storia Indiana e negli ultimi tre anni ha passato almeno tre mesi in India ogni anno. Compra spesso dischi di artisti che non ha mai sentito nominare, qualcuno di questi a volte è addirittura bello.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *