Shot #21: Mistilla presenta Wonderland

Alice nel Paese delle Meraviglie, Alice in Wonderland è un libro surreale e fantasioso che ha ispirato da sempre molti concept artistici. Quando da piccolo guardavo la versione della Disney, avevo tutti i miei concetti e le mie idee su quel mondo interessante, ma al contempo inquietante. Pensavo che Alice dovesse avere i dreadlocks e correre per salvarsi la pelle. Pensavo che avrebbe fumato uno spliff con il Brucaliffo e che ballasse il rocksteady con lo Stregatto. Odiavo il Cappellaio Matto, il suo essere anziano e rimbambito mi faceva venire in mente la società consumistica, insulsa, idiota. Un buon non compleanno come a dire che ti servono delle feste superflue per fare casino e consumare. Poi c’era il tricheco che si mangiava le ostriche e anche lui lo odiavo. Invece la Regina di Cuori, che era dipinta come brutta e antipatica, mi piaceva perché aveva polso e carattere.

Anni dopo, è tornata un po’ all’improvviso la Alice con i dread. Anche lei, come nella novella di Caroll, si aggira in un mondo interessante, pieno di suoni e colori, ma anche inquietante, con freddi momenti di ritmo intenso, distorto e metallico.
Chi conosce personalmente Irene conosce bene il suo modo sempre affabile e delicato, la sua gentilezza e il suo sorriso. Chi conosce Irene che diventa Mistilla sa che si tratta di una leonessa con grinta e skills da vendere. Ora Mistilla diventa Regina di Cuori, tutt’altro che brutta e antipatica, ma viva ed elettrizzata dalla future dancehall di Flex Up con Nuck e Meckbill alle produzioni in questo nuovo EP chiamato appunto Wonderland. Se vi aspettavate una Alice svampita e in balia dei favolosi suoni del Paese delle Meraviglie, vi troverete di fronte a un mash up molto moderno, con una dancehall molto reggae style, arricchita ovviamente dalle macchine e dai suoni di Flex Up. Non Alice, bensì… la regina!
Ecco perché il mio trigger del mese si apre proprio con Mistilla e il suo nuovo EP: Wonderland!

Ciao Irene, bentornata sulle pagine di Reggaeradio, questa volta con Trigger. Parliamo del nuovo EP realizzato in combo con Flex Up. Come è stata questa nuova esperienza più dancehall urban del solito?

Grazie a te Jacopo per avermi invitata una seconda volta, è sempre un piacere!
Per me è stata un’occasione di esprimermi e cimentarmi in un sound che avevo ascoltato, ma che non avevo mai avuto modo di “provare” in prima persona. Appena Marco Manganiello (Behind The Scene) e Moiz mi hanno proposto il progetto ho accettato ben volentieri e dopo aver ascoltato le basi di Nuck e Meckbill ancora di più! È capitato nel momento giusto, proprio quando avevo bisogno di fare qualcosa che non avevo mai fatto e che avesse anche il giusto sound per esprimere al meglio quello che stavo provando in quel periodo.

Come avete lavorato? Come è nato il progetto? Seguirete con un disco?

Nonostante i chilometri che ci dividono, abbiamo cercato di lavorare confrontandoci ad ogni step che raggiungevamo. Nuck e Meckbill inviavano le produzioni ed io scrivevo le melodie ed i testi. Moiz mi ha consigliato alcuni brani da ascoltare che mi hanno permesso di entrare ancora di più nello stile della produzione e così via fino alla creazione delle tracce, della grafica e dell’ep. Il progetto è nato mentre io e Marco stavamo tornando dalla data che avevo fatto questo inverno all’Aquila, ospite dei DUBADUB. Durante il tragitto in macchina, ho espresso il desiderio di voler provare qualcosa di nuovo rispetto a quello che avevo fatto fino a quel momento e ci è venuto in mente di chiedere a Moiz il qualche aveva questa idea in fase di creazione a cui mancava una voce femminile. Abbiamo colto l’occasione e così è nato “Wonderland”. Non credo che ci sarà un disco, almeno per il momento, vogliamo concentrarci su quello che abbiamo per cercare di promuoverlo al meglio.

Parliamo del visual e del concept. Il tema di Alice nel Paese delle Meraviglie, l’art della cover e i video. Come mai questo tema e come è stato lavorare seguendo una narrativa ben precisa?

Il Concept di Alice nel paese delle Meraviglie è nato in un sogno. Davvero non sto scherzando! Una notte ho sognato che questo EP doveva, in qualche modo ricondurre a “Wonderland” e così ho proposto agli altri l’idea che è piaciuta e sulla quale abbiamo iniziato a lavorare fin da subito. Sia la musica, che i testi e le grafiche sono state pensate volutamente in un mood che riconducesse allo stile di Tim Burton. In fondo l’EP è uno sfogo della Regina di Cuori che è stanca dell’ipocrisia presente nel mondo del reggae e che ha bisogno di andare ad un livello più alto per sentirsi libera. Vive in un mondo in cui tutti sono “Peace, Love and Unity” ma dove poi sono pronti a calpestarti pur di arrivare in cima, i buoni sono in realtà i nuovi cattivi, tutto è il contrario di tutto e mentre Alice non sa quello che vuole la Regina di Cuori lo sa eccome: “ME NUH WANNA CHATTY INNA MI DANZ!”.

Ti piace questo tipo di sonorità? Pensi che possa essere una parte interessante e da sviluppare per la tua carriera?

Lavorare con questo tipo di sound è stato molto stimolante e divertente, per le produzioni future lo terrò sicuramente di conto.

Another Shot per il Rudeboy, ora passo il tamburo a Fede di Puma e vedere come sparerà lui il suo trigger!

Jacopo Rudeboy

Personaggio sinistro particolarmente cinico e scostante. Ha iniziato in radio con un il format Rudeboy Salute su Burger Radio portando il reggae in una radio rap per poi finire a Rasta Radio a portare il rap in una radio reggae. Anarchico, sboccato, streight outta Lambrangeles, è arrivato insieme al suo compare Duke The Nightwalker alla 3 stagione di Flatbush su ReggaeRadio.it, l’unico programma radio ascoltato sia dai rasta che dalle gang salvadoregne. Per la redazione scrive di donne con la rubrica Gyal Powder oltre che altri eventi vari quando non è in giro a fare danni con qualche altro spostato. Hunter Thompson ha detto di lui… proprio niente.

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