NETFLEX S03E02 – WILD WILD WEST (I Love you)

Non sono mai stato un amante del genere Western. Poi è successo qualcosa.

Non avevo mai capito il motivo del suo essere all’interno del panorama cinematografico, eppure nella mia vita ne ho visti di film Western: chi di noi non si è mai sorbito i classici che passavano in televisione quando eravamo ragazzini? Che fossero i grandi classici americani o gli Spaghetti-Western di casa nostra, non sono mai stato davvero attratto dai racconti della frontiera.

Recentemente, però, qualcosa è cambiato e credo che con “La ballata di Buster Scruggs” il genere Western abbia scalato rapidamente la mia personale classifica dei generi preferiti.

Ma andiamo con ordine.

Non so se il genere sia ritornato di moda di recente, forse è sempre stato in auge e io non ci ho mai fatto caso proprio perché lo ho sempre evitato e, a ben vedere, forse è così. Se penso ai film che ho visto nell’ultima quindicina d’anni, mi è capitato di vedere diversi western o film che ne prendessero almeno in prestito l’ambientazione storica. Potrei citare Blueberry con Vincent Cassel, L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford con Brad Pitt, per non parlare di pellicole recenti come Django Unchained, Revenant e The Hateful Eight.

Ultimamente poi, anche in ambiti diversi dal cinema, si è attinto al genere western. Due esempi su tutti sono Westworld per le serie TV e Red Dead Redemption 2 per i videogiochi. Ovviamente da amante e consumatore assiduo di questi media ho avuto occasione di vivere in prima persona le storie dal retrogusto amaro, a volte cinico, qui raccontate. Anche in questo caso mi sono stupito nell’accorgermi di quanto mi piacesse immergermi nell’universo del Lontano Ovest e di quanto le tematiche trattate risultassero incredibilmente avvincenti: libertà, avventura, speranza, conquista, ironia, cinismo, tragedia. Tutti elementi che possiamo trovare all’interno di ciò che possiamo considerare il genere primo e più rappresentativo della storia del cinema d’oltre oceano. Più mi avvicino al genere e più riesco a vederne le incredibili capacità comunicative. Quello che da ragazzo consideravo un minestrone action in cui gli sceriffi danno la caccia ai criminali e tutti assieme danno la caccia agli indiani e alla fine fanno un po’ tutti quello che vogliono in un mondo senza leggi, ora mi appare come una nuova frontiera inesplorata piena di storie e personaggi da scoprire. Riesco ad intravederne l’epica, i tratti quasi cosmogonici di queste opere che, attraverso le gesta eroiche, quasi leggendarie dei propri protagonisti, ci aiutano a comprendere meglio l’intero sistema culturale americano con i suoi ideali e tradizioni in maniera del tutto analoga ad un vero e proprio poema epico.

Temi importanti come il rapporto con la natura selvaggia (e la lotta per prevalere su di essa), lo scontro di civiltà, il cambiamento e la sua ineluttabilità, sono solo alcune di quelle che possiamo considerare vere e proprie colonne portanti su cui viene edificata tutta la narrativa western.

Nell’ultimo lavoro dei fratelli Coen questi elementi sono sapientemente distribuiti lungo sei episodi, ognuno dei quali si sofferma su aspetti peculiari dell’esperienza di vita nel Far West ma che sono allo stesso tempo uniti da un unico filo conduttore (che vi lascio scoprire da voi). La sua natura antologica ci mette subito a nostro agio perché ci mette davanti ad un tipo di racconto a cui siamo abituati sin da bambini, donandogli un aspetto quasi fiabesco. Piccoli racconti ma pieni di significato, insomma.

Il cast poi è davvero eccezionale: Tim Blake Nelson nei panni di Buster Scruggs nel primo episodio già vale il prezzo del biglietto, ma forse ancor più incredibili sono le interpretazioni di Liam Neeson (ve lo giuro!) e Tom Waits. E il finale… Il finale è veramente strepitoso: onirico, duro, ironico e allo stesso tempo amaro. Una chiusura che lascia soddisfatti e con la voglia di rivedere subito il film per godervi quel sottile filo conduttore che solo ora avete davvero capito essere la colonna portante dell’intero film.

Signore e signori, siamo davanti ad una vera perla. Non perdete tempo e correte a guardarlo.

“La ballata di Buster Scruggs” è un ottimo modo per avvicinarvi al genere Western, dategli una possibilità, non ve ne pentirete.

Paolo Delly De Cecco

Prolisso nel parlare, pigro nel fare, procrastinatore ma anche pignolo e, soprattutto, caustico. Ama il cinema, i videogiochi, la musica e le persone che hanno davvero qualcosa da dire. Gli piace scrivere. Odia più o meno tutto il resto, quindi se non siete nella lista delle cose che ama, beh... Avete capito.

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