Shot #22: Manudigital presenta Bass Attack

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Qui su Trigger la scena francese di beatmaker e produttori è stata ampiamente rappresentata. A partire da L’Entourloop fino ad arrivare ai Baja Frequencia, le produzioni d’oltralpe ci hanno accompagnato a lungo, riempiendo le nostre orecchie di melodie meticce e bastarde, con radici ben piantate in Giamaica ma con rami che hanno raggiunto i posti più sperduti del pianeta, dal porto di Marsiglia fino alle rive del Gange. Per completare al meglio la schiera dei produttori francesi non potevamo farci mancare uno dei più noti ed importanti del momento, che con i suoi strumenti digitali ha creato riddim su riddim coinvolgendo i più grandi artisti giamaicani. Stiamo parlando di Manudigital, che è da poco uscito con la sua ultima produzione Bass Attack, 15 tracce strettamente digitali con ospiti artisti di varie generazioni, dai veterani come Red Fox agli esordienti come MeshM18.

Quando e come hai iniziato a produrre beat? Ci racconti qualcosa degli strumenti che usi?

Ho iniziato a produrre musica a 16 anni su un computer di mio fratello che era un tecnico del suono e lavorava con Pro Tools. Io poi ho sempre suonato il basso e ho dovuto imparare a suonare le tastiere per utilizzare il mio fido “Korg Triton”. Poi col tempo tutto si è evoluto e così anche la mia strumentazione ma continuo comunque a lavorare con Pro Tools e creo la maggior parte della musica con il mio basso, la music station Kong Ms20, una tastiera Moog e un esercito di strumenti virtuali.

Come funziona il processo creativo quando crei un riddim per un artista?

Dipende, non ci sono regole precise. A volte parto da una melodia, altre da un ritmo di batteria, altre volte ancora mi ispiro ad un cantante o ad uno stile canoro. Tutto mi ispira! Una melodia nuova, un vecchio disco, anche una pubblicità…è una droga!

Di tutti gli artisti che hai presenti sull’album qual è stato il più difficile da rintracciare? E c’è qualcuno con cui non hai ancora lavorato e con cui vorresti lavorare?

Fortunatamente nessuno è stato difficile da contattare perché avevo già lavorato con loro in altri progetti, con alcuni un loro album, con altri un riddim o una video session, quindi è stato un po’ come lavorare in famiglia! Ce si sono sicuramente molti altri artisti con cui vorrei lavorare, Damian Marley, Barrington Levy…

Nell’album mischi stili ed influenze musicali molto diversi, dal tuo marchio di fabbrica Digital al Rub-a-dub, al Roots e alla Dancehall. Ma in Shoot and Collect sentiamo anche qualche sonorità orientaleggiante. Ci racconti qualcosa di quella traccia?
Allora la voce di Junior Cat era stata registrata inizialmente per un altro riddim che avevo prodotto, un po’ più classico. Ma mentre lavoravo  alla produzione finale del pezzo sono stato molto attratto dai beat di Dj Snake e Major Lazer e ho cercato di riprodurre qualcosa di simile per la voce di Junior  Cat. Mi sono divertito un sacco a lavorare su questo pezzo!

Com’è collaborare con artisti emergenti con MeshM18?

Mi è sempre piaciuto molto lavorare con artisti ancora poco noti ma che hanno grande talento! Credo sia molto importante per me mettere in risalto artisti come lui.

Manudigital è in tour in giro per l’Europa, trovate tutte le sue date qui. Trigger invece torna tra pochissimo, chi sarà il prossimo ospite?

Federico Di Puma

Federico Di Puma è nato a Milano nel 1988. Ha una laurea in Storia Indiana e negli ultimi tre anni ha passato almeno tre mesi in India ogni anno. Compra spesso dischi di artisti che non ha mai sentito nominare, qualcuno di questi a volte è addirittura bello.

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