Chi è Bobi Wine, l’artista ugandese che ha conquistato il pubblico del Rebel Salute 2019

I’m a ghetto youth from Africa and I’m also a member of Parliament but memba, I’m not a politician, I’m a leader and a freedom fighter and a revolutionary – Robert Kyagulanyi Ssentamu a.k.a. Bobi Wine at Rebel Salute 2019

Se avete guardato il Rebel Salute in diretta dal Richmond Park Estate durante il weekend, sarete stati colpiti dalla performance e dalle dichiarazioni della pop star africana Bobi Wine.

Bobi Wine, all’anagrafe Robert Kyagulanyi Ssentamu, classe 1982, è un cantante ugandese di successo comparso sui media internazionali dopo aver vinto le elezioni nel suo distretto ed essere diventato parlamentare nel luglio del 2017.

L’artista africano ha utilizzato al meglio l’occasione di essere su uno dei palchi più importanti della reggae music per parlare delle condizioni della sua gente, della persecuzione politica di cui è vittima e della violenza fisica che ha subito durante un recente arresto. Nel presentare il suo mix di dancehall, reggae e afrobeat, Bobi Wine ha raccontato la storia dell’Uganda dove la sua musica viene vietata e i suoi concerti cancellati.

R. K. Ssentamu è stato eletto nel parlamento dello stato africano guidato da Yoweri Museveni (74), presidente dal 1986 e, secondo gli analisti, in cerca di rielezione nel 2021. Il suo governo ha preparato una proposta di legge che prevede un controllo dei testi delle canzoni e degli script dei film prima che questi possano essere presentati al pubblico. Nel tentativo di nascondere la censura dietro la volontà di evitare un linguaggio offensivo, la legge sarà in grado di bloccare la diffusione della canzoni di artisti, come Bobi Wine appunto, che parlano delle condizioni del ghetto e lanciano un messaggio politico: nulla di nuovo per il governo di Kampala, che si è distinto più volte per le sue azioni vigorose contro la libertà di stampa e di espressione.

Risale appunto a pochi mesi fa (agosto 2018) l’arresto del freedom fighter, accusato di possesso di armi e di essere coinvolto in un aggressione al convoglio del presidente ugandese: una folla di supporter in loco, ma anche a livello internazionale, si è mossa per farlo rilasciare, purtroppo solo in seguito a una serie di violenze che lo stesso membro del parlamento ha definito “torture”. Il 1 settembre 2018, Bobi è entrato negli Stati Uniti per ricevere cure mediche in seguito agli abusi vissuti durante la detenzione.

Ma la sua lotta non si è fermata. Rientrato nel Paese il 20 settembre, ha subito dichiarato alla stampa: “We must get our freedom or we will die trying. ” Il palco del Rebel Salute non è stato quindi solo il sogno di un artista di esibirsi tra i suoi idoli ma soprattutto uno spazio per portare una testimonianza e raccontare la sua storia fuori dai confini dell’Uganda.

Qualcuno lo vede come il prossimo presidente, altri dicono che non sia ancora pronto per quel ruolo. Nel raccontare da dove viene sul palco St. Ann ha fatto anche capire molto bene dove vuole arrivare. Nel frattempo continuerà a portare avanti i suoi progetti umanitari, l’impegno locale e il supporto della cause dei più deboli. Un giorno potrebbe essere la prima reggae superstar alla guida di uno stato.

 

Credits: Bobi Wine Twitter // On Stage TV

 

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Chiara Nacchia

Chiara fa parte della famiglia di Sbeberz ormai da qualche anno. Coordinatrice della redazione, autrice di Island Pop e parte dello staff organizzativo di Reggaeradio, sa tutto quello che succede sull'Isola in tempo quasi reale. Dancehall lover to di bone, pseudo germanista e con background in politologia, può essere rintracciata a spasso per Berlino o mentre legge "Tell Me Pastor" sul Jamaica Star online.

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