‘We have the hot artiste dem right now’ – Reggaeradio.it meets RYgin KiNG | AUDIO

*EXCLUSIVE*
*RYGIN KING’S FIRST INTERVIEW WITH AN ITALIAN MEDIA OUTLET*

Se c’è una cosa sicura quando si parla di reggae & dancehall è che Kingston è la Mecca della musica giamaicana. Quella che è la piccola ma influente industria della musica dell’isola è radicata nell’area che gli abitanti chiamano Town, per differenziarla da tutto ciò che non è la capitale, ovvero Country. Poco importa che in Giamaica esistano altre città oltre a Kingston: anche musicalmente non è cosi.

So long Kingston has felt like music has belong to them. Music, it’s a country, and it’s the whole country and music plays everywhere in the country. It doesn’t mean that we have to go over here to do it.

La rivoluzione che ha investito la dancehall in questo ultimo anno si chiama Montego Bay. La città della parrocchia di St. James, famosa per il turismo americano e lo stato di emergenza che dura da quasi un anno, è diventata il nuovo dispensatore di hot artistes. Montego Bay, Mobay per tutti, sta presentando alcuni tra i nuovi nomi più seguiti della scena e lo sta facendo fregandosene unapologetically di Kingston.

Our syndrome was different and that’s why it’s so hard for us. It’s nothing like that. They didn’t give us a chance to even knock on dem doors.

L’excursus storico che vorrebbe in qualche modo Tommy Lee Sparta essere il precursore di questo movimento, che poi in realtà non ha nulla di omogeneo, viene distrutto a livello teorico da un concetto base: Tommy Lee era stato un protégé e affiliato di Vybz Kartel ed era stato messo in quella posizione di visibilità dal WB. La novità della costa ovest è invece la “rivoluzione copernicana” della dancehall: gli artisti di Mobay bossano senza l’endorsment del dancehall establishment.

Rygin King, Squash (di cui è appena uscita una collaborazione con Vybz Kartel appunto), TeeJay UpTop Boss, e altri artisti con meno visibilità internazionale sono tra le voci più seguite dell’isola e le loro hit vengono suonate in tutti i party, anche quelli di Kingston. È ovvio che non tutti gli artisti che conosciamo e stimiamo provengono da St. Andrew ma è anche vero che la loro carriera è sbocciata tra le strade e gli studi di Kingston. Questa equazione sta venendo messa in discussione con questa generazione che non solo produce musica di successo nella propria area scollegata da quei circuiti, ma che non ha nessuna intenzione di andare ad elemosinare supporto a Kingston.

Rygin King l’ha spiegato chiaramente in questa intervista, di come per lui non siano esistite dinamiche simili a quelle che ben conosciamo, con artisti che crescono in studio e yard che funzionano praticamente da scuola. La distanza geografica, ridicola per altro, è in realtà una distanza culturale e di mentalità. Dall’intervista si evince anche come il mind set dell’essere clash artistes o passare per quel tipo di strada per arrivare a una certa visibilità abbia perso completamente importanza. Se queste nuove dinamiche si espandessero in tutta l’isola e nascessero altre realtà analoghe, ciò vorrebbe dire nuova creatività, nuovi approcci e nuova musica, e forse una nuova evoluzione per la dancehall.

It takes out the fun of it. We don’t go clash. I think that’s for like sound systems I’m an artist. I sing song for people, emotions. I don’t want them to get too dark.

Piaccia o meno come artista, Tommy Lee stesso si era presentato sulla scena con uno stile preciso e unico, singolare e affascinante sia nell’estetica che nel modo di presentare la dancehall; il primo Tommy Lee era un alieno. E ciò probabilmente proprio perché veniva da un altro ambiente. Forse sto sognando, ma tante piccole capitali della dancehall invece che un’unica Mecca potrebbero essere l’inizio di una nuova fase per il genere, non per forza negativa e non mi sento blasfema nel dire che questo incontro mi ha convinta ad esplorare la scena musicale di Montego Bay. Magari al prossimo viaggio lo stop in città sarà più lungo di un paio d’ore.

Photo: Courtesy of Rygin King Instagram Official

Chiara Nacchia

Chiara fa parte della famiglia di Sbeberz ormai da qualche anno. Coordinatrice della redazione, autrice di Island Pop e parte dello staff organizzativo di Reggaeradio, sa tutto quello che succede sull'Isola in tempo quasi reale. Dancehall lover to di bone, pseudo germanista e con background in politologia, può essere rintracciata a spasso per Berlino o mentre legge "Tell Me Pastor" sul Jamaica Star online.

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