Shot #28: Claude Fontaine presenta Claude Fontaine

Ho comprato questo disco quasi e solo sulla fiducia, basandomi sulla splendida copertina. Il pappagallo rosso, le labbra rosse di lei, il nero intorno. C’era già nella scelta del disco qualcosa che richiamasse il ruvido e polveroso mondo dei vinili e, di conseguenza, mi ha stregato. Poi ho scoperto, ascoltandolo, che Claude Fontaine ha una voce divina e si lascia cullare dolcemente in sonorità tipiche dei tropici che vanno, ovviamente, dal reggae (tutto il lato A del disco è su questi toni) fino alla bossa nova (come si nota nel side B). Sono andato a informarmi di più in merito a questa ragazza americana dal nome francese e ho scoperto il suo Bandcamp e che questo disco omonimo è il suo primo lavoro completo. Inoltre, spulciando meglio e addentrandomi tra i suoi musicisti noto i nomi di Tony Chin alla chitarra (uno che ha lavorato con Dennis Brown, per dire) il bassista Ronnie McQueen outta Steel Pulse e il batterista di Ziggy Marley Rock Deadrick, mentre per la parte più caribe possiamo trovare i nomi di Fabiano Do Nascimento, Gibi Dos Santos e Andre De Santanna.

La storia di questo disco è la storia di chi l’ha concepito e cantato. Una serie di suggestioni e ricordi che affondano per le strade di Portobello, per i dischi comprati da Honest Jon’s e per l’amore sconfinato di quel fruscio che ricorda subito il mare sulla battigia o il vento caldo tra le palme, magari in una notte stellata. Siamo a livelli di una chimica sonora che diventa facilmente magia e che ci riporta sulle strade di #trigger, dove (come sempre) sarà l’artista stesso a premere il grilletto musicale di questa cannonata!

Ciao Claude, è un vero piacere averti su Trigger!
Vuoi presentarti ai nostri lettori?

Sono molto felice di essere su Reggaeradio e sono contenta che il pubblico italiano possa conoscermi. Tra l’altro ho anche origini siciliane quindi direi che è un vero piacere! Sono una cantante e cantautrice nata e cresciuta a Los Angeles, in California. Ho appena pubblicato il mio album di debutto che è una sorta di lettera d’amore per il reggae e la bossa nova, ispirata profondamente da Studio One, Trojan e dalla musica brasiliana degli anni ’60, Tropicalia.

Il tuo album chiamato come te ha un concept e un suono estremamente influenzato dalle melodie caraibiche. Come puoi descrivere il tuo rapporto con il reggae?

Il mio rapporto con il reggae si è solidificato mentre vivevo a Londra. L’appartamento in cui alloggiavo era lungo la strada del famoso negozio di dischi chiamato Honest Jon’s. Ci passavo ogni giorno, dopo aver fatto la spesa e spulciato in lungo e largo il mercato di Portobello. Un giorno particolare mi sono fatta coraggio ho deciso di entrare. Non avevo con me le buste della spesa quindi con le mani libere ho potuto fare un po’ di ricerche… e la musica che ho sentito mi ha colpito, come un’incantesimo. Una magia che mi ha trafitta.

Il lato B del disco ha un taglio molto più bossa e carioca. Puoi raccontarci la tua storia d’amore con la musica brasiliana?

Diciamo che è stato abbastanza simile alla mia scoperta del reggae. La scoperta e l’amore per la musica brasiliana sono arrivati nello stesso momento e nello stesso luogo. Quando ho sentito Astrud Gilberto, Jorge Ben, Caetano Veloso, Nara Leao, sono stata travolta. L’ispirazione mi ha spinto a fare un disco che onora entrambi gli stili perché volevo che musica giamaicana e brasiliana vivessero insieme.

Nella tua biografia ho letto “Volevo sentirmi come quei dischi perduti, come se mi fossi immersa nel fondo di qualche negozio di musica a Londra, perché è questa la sensazione che ho provato la prima volta. Voglio che questo sia il mio mondo e quello del mio album.” Ora che il tuo album è uscito, con attenzione ai più piccoli dettagli, quali sono i tuoi piani per il futuro?

Spero di suonare per persone molto lontane da me. Vorrei viaggiare e portare la mia musica in giro per il mondo. E continuare a essere curiosa, ispirata, in modo che questa storia d’amore non finisca mai.

 

Chi sarà protagonista del prossimo Trigger? Caro Fede, il tamburo e i proiettili che non fanno male passano tutti a te!

Contatti di Claude Fontaine:
Bandcamp/Facebook

Jacopo Rudeboy

Personaggio sinistro particolarmente cinico e scostante. Ha iniziato in radio con un il format Rudeboy Salute su Burger Radio portando il reggae in una radio rap per poi finire a Rasta Radio a portare il rap in una radio reggae. Anarchico, sboccato, streight outta Lambrangeles, è arrivato insieme al suo compare Duke The Nightwalker alla 3 stagione di Flatbush su ReggaeRadio.it, l’unico programma radio ascoltato sia dai rasta che dalle gang salvadoregne. Per la redazione scrive di donne con la rubrica Gyal Powder oltre che altri eventi vari quando non è in giro a fare danni con qualche altro spostato. Hunter Thompson ha detto di lui… proprio niente.

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