Summerjam 2019, A Way Of Life – L’edizione di Buju Banton e molto di più

Come ci si aspettava dalle premesse, la trentaquattresima edizione del Summerjam è stata effettivamente un successo; complice sicuramente l’attesa line up e il tempo, non solo clemente ma anche molto piacevole.

L’area dell’isola, ovvero quella dedicata ai concerti, era visibilmente molto più gremita delle scorse edizioni, specialmente il sabato, giorno dedicato al ritorno di Buju Banton. Nonostante l’alto numero di visitatori, la situazione era lontana da qualsiasi tipo di nervosismo o tensione, permettendo di godere degli spazi, seppure un po’ limitati in zona palco verde man mano che si avvicinava l’atteso show. Il ritorno di Gargamel era però solo la ciliegina sulla torta di un festival ricco di talento, vibes e spazio per i giovani.

Molto piacevole era anche la presenza di uno spazio radio/dancehall per l’intrattenimento pomeridiano e la presenza di vecchi amici come il Riddim Mag, sempre attivo con il suo spazio per i Meet&Greet e la tenda di HelpJamaica!

E visto che abbiamo menzionato i giovani talenti, cominciamo proprio da lei, Koffee, il nome sulla bocca di tutti, dentro e fuori la scena. Con questo tour, e una band incredibile, sta dimostrando di non essere solo quell’incredibile songwriter con cui tutti vogliono collaborare, ma anche una performer che sta crescendo, sicura e capace di connettere con il suo pubblico.

Se la ricostruzione deve essere anagrafico/artistico, man like Samory I deve essere citato come uno dei giovani talenti provenienti dall’isola e come uno dei performer che sta crescendo nelle sue live performance.

L’affiatamento con la sua Black Heart Band e le esperienze artistiche che sta raccogliendo, lo stanno facendo diventare uno dei nomi più interessanti del Roots Reggae made in Jamaica.

I Bebble Rockers sono stati ancora una volta una delle garanzie della line up. Il nuovo show di Kabaka Pyramid coinvolge a pieno i membri della band, mettendo in risalto in modo sempre maggiore i talenti dei singoli membri e quell’affiatamento familiare ben presente nel team. La presenza dei solidi pezzi del recente album ‘Kontraband’, così come le vecchie hit, rendono lo show omogeneo e adatto a fan storici e nuovi supporters.

Con Protoje sul palco a poche ore dal famoso ‘Buju Returns/Long Way to Freedom’ si è cominciato ad avere quella sensazione di concerto di apertura da grande evento. L’Indiggnation negli ultimi anni si sta dimostrando sempre di più, non solo una fucina di talenti, ma anche un team in grado di taking it to another level, sia dal punto di vista artistico che della produzione nel suo complesso. Anche nello show di questo Summerjam, il nominated Grammy artist è riuscito a dare il massimo, preparando l’esigente pubblico al grande evento del festival, cosa non facile ma assolutamente gestibile per Diggy.

Tra i grandi ritorni non c’era solo quello di Buju ma anche Richie Spice, artista che mancava in Europa da parecchio. Con la Element Band, Richie non è solo di ritorno sui palchi europei ma sta anche lavorando ad un nuovo album. Ne sarà felice il suo pubblico, che lo segue dagli anni 90 e che è sicuramente pronto a riabbracciarlo non solo fisicamente ma anche musicalmente. Al di là della nuova musica, Marijuana Pon De Corner, Brown Skin, Ghetto Girl e Youths Dem Cold solo per citarne alcune, non erano solo attesissime dai suoi fan ma hanno preso gli stessi forward di dieci anni fa. Segno che i tempi cambiano ma certi artisti restano nei cuori.

Ottimi feedback sono quelli che hanno seguito lo show di Popcaan. Che gli studio artistes possano non essere i migliori live performer è fatto appurato, e sicuramente questa dimensione riguarda anche l’Unruly Boss. Lo show del Summerjam è stato comunque molto apprezzato dagli addetti ai lavori che ne hanno amato sia le capacità on stage che la presentazione dei pezzi tratti da ‘Forever’, album uscito nel 2018 ma per molti ancora inedito dal punto di vista della performance live.

Prima di parlare di Buju, manca ancora un big artist che siamo riusciti a coprire al Summerjam 2019. Agent Sasco è un artista che vocalmente mi ha sempre ricordato Buju.

Fin dall’inizio della sua carriera, quando lui già spaccava con le prime hit e io ero una giovanissima appassionata ma ancora agli inizi, ogni volta che sentivo Sasco pensavo fosse Buju. C’è voluto del tempo per capire non solo le differenze a livello canoro ma anche di espressione lirica e stile. Mi piace ancora credere, e probabilmente è così, che artisti come Buju abbiano fortemente ispirato la generazione di Assassin e lui stesso. In qualche modo, come Buju ha avuto un’evoluzione personale e artistica importante, allo stesso modo il giovane di Papine che si faceva chiamare con quel nome spietato, è diventato Agent Sasco, un modello per la scena reggae-dancehall e uno degli artisti più brillanti e richiesti outta Jamaica. Al Summerjam si è riconfermato uno dei miei artisti preferiti.

Come ci si può immaginare non è facile parlare di Buju. Per parlare di Buju Banton, bisognerebbe averlo conosciuto da vicino, averlo visto live dagli anni 90 fino al 2009 ed esserci cresciuti. Forse quei giornalisti che anagraficamente ne hanno abbracciato la lunga e brillante carriera, potrebbero davvero giudicare il primo show europeo del Buju Returns. Per me è stato un evento sicuramente emozionante, reso possibile e piacevole dalla presenza dei mega schermi che hanno aiutato chi come me non poteva stare sottopalco, a godere di uno show pressoché perfetto. Perfetta era infatti la band, la Til Shiloh, che ha offerto un’esperienza sonora incredibile. La presenza di giganti della musica giamaicana, come Lenky Marsden per dirne uno, hanno fatto in modo che lo show fosse ineccepibile. 

Buju ha fatto tutto un tiro, inserendovi un bel madley dancehall, e passando velocemente da un classico all’altro senza tanti speech. Il concerto mi ha emozionato, ci sono stati dei momenti in cui non avrei voluto essere in nessun altro luogo per una durata di tempo indefinito. Allo stesso tempo però il modo in cui era preparato lo show mi ha ricordato un articolo che lessi a ridosso del mega concerto di Kingston, come se mi aspettassi di più, o altro. O come se fosse troppo perfetto, poco giamaicano o si distanziasse dai live a cui sono abituata. Ma questa è una cosa personalissima e forse come dicevo all’inizio del paragrafo troppo personale per essere presa in considerazione a livello critico. I suoi classici sono ancora colpi intensi, un mix di ricordi ed emozioni. Forse per me questo concerto non è stato solo un bel regalo ma un viaggio introspettivo. 2009-2019, dall’ultima volta che l’ho visto live a Berlino e a Osoppo fino allo show di Colonia. È stato un viaggio nella mia vita e questo, al di là della mera questione artistica, è il motivo per cui sono felice di esserci stata.

Il Summerjam 2020 avrà luogo presso il Fühlinger See di Colonia dal 3 al 5 luglio: si tratterà della 35esima edizione. Sono già cominciate le prevendite dell’Earlybird Ticket (limited edition) a €120 + €9 (ddp) con campeggio incluso.

Photo credits: Patrick Albertini

Chiara Nacchia

Chiara fa parte della famiglia di Sbeberz ormai da qualche anno. Coordinatrice della redazione, autrice di Island Pop e parte dello staff organizzativo di Reggaeradio, sa tutto quello che succede sull'Isola in tempo quasi reale. Dancehall lover to di bone, pseudo germanista e con background in politologia, può essere rintracciata a spasso per Berlino o mentre legge "Tell Me Pastor" sul Jamaica Star online.

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